“Introdurre un pedaggio su alcune autostrade è una vera e propria follia, con ripercussioni pesantissime” commenta il Codacons.
-
fonte:
- Il Mattino
Un tratto di penna rende all’apparenza uguali nord e sud nel sistema autostradale. Tra non si sa quando, anche la Salerno-Reggio Calabria sarà a pagamento. E sarebbe la prima, gestita direttamente dall’Anas, a riscuotere pedaggi. Pezzi di 50 anni di storia d’Italia azzerati: che ne è stato dello squilibrio economico tra regioni meridionali e settentrionali, che imponevano la percorrenza gratuita di quei disagiati e interminabili 446 chilometri dalla Campania all’estremo lembo calabrese? Che ne è stato della filosofia che considerava i meridionali di poche pretese anche per le strade e quindi, in cambio del mancato pagamento, potevano accontentarsi di servizi inferiori? Una scelta anche per favorire spostamenti e turismo verso il sud. Filosofie e peccati di origine di un’autostrada con 47 uscite per tre regioni (Campania, Basilicata e Calabria), allungata dalle pretese clientelari di Giacomo Mancini e Riccardo Misasi. «Era la misura delle modeste ambizioni di cittadino dei meridionali – dice Leandra D’Antone, docente universitaria e autrice due anni fa di un saggio sulla Salerno-Reggio – In un mondo sempre più interconnesso per tecnologia e velocità, quel tratto senza pedaggio era la misura delle minori libertà nell’Italia meridionale». Basterà un pedaggio a unificare, anche nei collegamenti, l’Italia? Con cinquant’anni di ritardo, questa uguaglianza parte squilibrata nell’efficienza anche per decine di cantieri ancora aperti per l’ammodernamento. Due anni fa, erano 45 per 380 chilometri. Investimenti per 4 miliardi di euro in Calabria e 1,4 miliardi in Campania. Il Pd parla di «una mulattiera» e contesta l’introduzione del pedaggio. Ieri, tra le 14 e le 21, ai disagi dei cantieri si univa la chiusura di una carreggiata verso sud tra Frascineto e Altomonte. All’Anas non si sbilanciano. Attendono le indicazioni del ministero per le Infrastrutture, anche perchè per loro sarebbe la prima gestione diretta di pedaggi autostradali, in tutt’Italia affidati in concessione alla società Autostrade. Per calcolare un costo, si dovrebbe partire da una tariffa unitaria a chilometro, poi tener presente le caratteristiche dei percorsi, gli investimenti da attuare, la media di traffico. Parametri tutti da costruire e incerti. Un esempio per tutti: il flusso di traffico si calcola con i pedaggi, ma in questo caso non ne sono mai esistiti. Il presidente dell’Anas, Pietro Ciucci, un anno fa si lasciò andare ad un’ipotesi. Pensava ad un pedaggio limitato ai primi 110 chilometri, senza caselli. Un sistema «free-flow», come quello dell’autostrada Pedemontana Lombarda. Niente caselli e casellanti, sistema elettronici che individuano auto e percorrenza, fatturando direttamente a casa dell’automobilista. Siamo nel futuro, in un’autostrada che in diversi tratti naviga ancora nel passato con due striminzite e pericolose corsie. Aveva detto il presidente Ciucci: «Si favorirebbero ulteriori interventi, finanziando le opere da realizzare». Pedaggi tra Salerno e Padula, prefigurava il presidente. Il provvedimento del governo supera quell’ipotesi, con un pedaggio per tutti i 446 chilometri. Un calcolo sui disagi, gli investimenti in corso, i flussi di traffico porterebbe ad una media di ticket ipotizzabile intorno ai 20 euro per l’intero tragitto. E intanto la chiusura dei cantieri non sarà ultimata prima del 2013, con un costo previsto di 10 miliardi di euro. Il Codacons definisce «paradossale» la decisione del governo. Ma il presidente della Regione Calabria, Giuseppe Scopelliti del Pdl, è più concreto nelle critiche: «Contesterò la decisione in prima persona». Dalla Campania, un invito del deputato del Pd, Tino Iannuzzi, al presidente della Regione, Stefano Caldoro: «Batta un colpo per difendere la Campania e il Mezzogiorno contro questo grave balzello, quando occorrono almeno tre miliardi per ultimarne l’ammodernamento».
-
Sezioni:
- Rassegna Stampa
-
Aree Tematiche:
- ECONOMIA & FINANZA
- TRASPORTI
