19 Ottobre 2013

Intimo e giochi, i sexy shop fanno affari

Intimo e giochi, i sexy shop fanno affari

Aumentato del dieci per cento rispetto all’ anno scorso l’ acquisto di oggetti legati alle pratiche dell’ erotismoSono i distributori automatici a rilanciare il business con la tessera sanitaria o la patente, la privacy è garantita TENDENZE Sarà che l’ eco mediatico del romanzo Cinquanta sfumature di grigio ancora non è tramontato, sarà pure che le avventure tragi-comiche delle quattro ragazze di New York, consacrate da Sex and the City, vantano ancora un vastissimo pubblico di affezionate, nonostante la celebre serie televisiva sia ormai datata. Fatto sta che c’ è un settore cui la crisi economica non riesce neanche a fare il solletico: il commercio dei sexy toys. E se a Roma manca il lavoro e le persone tagliano dalla lista della spesa, pasta, verdura e beni di prima necessità, c’ è, però, un’ attenzione nel salvaguardare almeno il divertimento; da consumare preferibilmente la sera e in camera da letto. NESSUNA RINUNCIA A confermare la volontà dei romani di proteggere, con le unghie e con i denti, quantomeno la propria sfera sessuale, arriva persino una classifica, intitolata Loveville, e realizzata dalla Durex sulla base dei dati raccolti dall’ istituto Nielsen, che posiziona Roma tra le prime sei città nell’ acquisto di profilattici. E allora, facendo il verso a una celebre campagna pubblicitaria, nella capitale c’ è chi grida: toglietemi tutto, ma non il mio sexy toy. Sono i dati, che provengono da più parti, a mostrare l’ alternativa al crollo dei consumi. Perché se è vero che nella capitale, stando alle previsioni del Codacons, i romani continueranno a ridurre l’ acquisto di generi alimentari ma anche di beni secondari, compreso il settore dell’ elettronica, è pur vero che c’ è chi riesce a segnare una linea di rottura. IN EUROPA Il mercato del sesso e del suo intrattenimento, dell’ erotismo e del gioco, alla stregua di quello del lusso, è uno dei pochi capace di ottenere profitti. Sempre l’ ultimo rapporto della Coop parla, infatti, di una crescita, per il prossimo anno, nelle vendite di oggetti legati alla sessualità del 6%, mentre a Roma, solo nel 2013, rispetto all’ anno precedente, gli acquisti sono aumentati di ben il 10%. E a far di conto è una delle catene che, proprio nella capitale, ha all’ attivo oltre venticinque punti vendita. Importato dai paesi del nord Europa, Olanda e Belgio fra tutti, e dopo le prime aperture in Lombardia e in Emilia Romagna, il marchio è stato il primo sexyshop automatico aperto nella capitale. «Abbiamo iniziato nel 2011 ? racconta il titolare Daniele Cerra ? e da allora non c’ è stato mese né anno senza che i nostri fatturati registrassero segni positivi». Ben diversi dai negozi con vendita diretta al pubblico ? che rappresentano comunque una parte importante del settore, con oltre trenta attività sparse in diversi quartieri di Roma ? la catena dei distributori automatici non solo fa spallucce alla crisi economica, ma attrae sempre più clienti proprio per la privacy che riesce a regalare loro nella fase di acquisto. MULTICULTURALE «Roma è ormai una città multiculturale, ma è ancora vittima ? prosegue Daniele ? di quel perbenismo per il quale entrare in un sexyshop e comprare manette di velluto crea imbarazzo». A Parigi, nella zona Pigalle, ai piedi di Montmartre, si entra con disinvoltura nei sexyshop intorno al Moulin Rouge, quasi si andasse a comprare una baguette. «Qui da noi ancora non è così, per quanto i fatturati parlino chiaro». La top five degli oggetti più acquistati, con una spesa media di venti euro, è semplice. «Sono oggetti divertenti, capaci di rallegrare quei momenti d’ intimità, per alcuni resi ormai abitudinari dal tempo passato insieme». E allora spazio alla fantasia. Slip da donna commestibili, ad esempio, creme e prodotti affini, manette e bende, ma anche lingerie aggressiva fino agli ultimissimi gadget ultratecnologici e ben lontani dall’ ormai celebre “rabbit” che, sempre per una delle quattro amiche di Sex and the city, era semplicemente il migliore amico di una donna. Camilla Mozzetti © RIPRODUZIONE RISERVATA.

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