Intesa-Sanpaolo/ Vendita titoli tossici
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fonte:
- Affari Italiani
Vi ricordate l’ inchieste aperta dalla Procura di Trani sui derivati venduti dalle principali banche italiane a mezza Italia che, secondo dati di Banca d’ Italia avrebbero causato perdite potenziali stimabili (alla fine dello scorso settembre) in 2,5 miliardi di euro per 311 enti pubblici locali che hanno stipulato tali contratti e 4,8 miliardi di euro a 28.977 società e imprese (oltre a 93 milioni di euro a 6.095 famiglie ed istituzioni private)? L’ inchiesta penale va avanti e mentre le principali associazioni dei consumatori come Confconsumatori e Codacons si sono già dette intenzionate a costituirsi parte civile nel futuro processo, la Procura ha deciso di indagare per truffa e abuso d’ ufficio anche coloro che avrebbero dovuto controllare l’ operato delle banche stesse, ossia l’ ufficio di Vigilanza di Via Nazionale ed in particolare l’ attuale vice direttore generale dell’ istituto, Anna Maria Tarantola (il cui nome era circolato nei mesi scorsi come possibile sostituto di Mario Draghi per il ruolo di Governatore) e altri 7 ispettori tra cui Simonetta Iannotti e Stefano Mieli. Gli ispettori e il vice direttore generale di Bankitalia vengono così coinvolti in un’ indagine che ha portato già al sequestro da parte della Guardia di Finanza di contratti finanziari derivati di tipo "interest rate swaps" per complessivi 220 milioni di euro messi sul mercato dal Banco di Napoli (gruppo Intesa Sanpaolo, che avrebbe già avviato un’ azione transattiva con i clienti danneggiati) e in un solo caso anche dal Monte dei Paschi di Siena, oltre a circa 10 milioni di euro, di cui 4 milioni equivalenti all’ "ingiusto profitto" che sarebbe stato sinora percepito dagli istituti di credito e 6 milioni di euro legati ai prevedibili futuri flussi derivanti dai contratti in essere.
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