4 Settembre 2005

Intesaconsumatori lancia l?allarme: «Bilanci in rosso per il caro prezzi»



Una stangata da 994,6 euro, escluse le bollette, attende gli italiani al rientro delle vacanze: le famiglie con due figli si troveranno a dover sborsare 621 euro per i libri e gli accessori scolastici, 200 euro per la scorta alimentare, 60 per i trasporti, più i soldi per le rate delle vacanze. E questo al netto delle bollette e delle altre spese che normalmente gravano sui bilanci. La stima è dell?Intesaconsumatori, che invita gli italiani a partecipare allo sciopero indetto per il prossimo 14 settembre per lottare contro il caro-prezzi. «Le statistiche ci dicono che le famiglie arrivano al massimo a poter contare su 1.800 euro. Ma per far fronte a tutte le spese dovrebbero avere la bellezza di 2.500-3.000 euro. Avendone poco più della metà – affermano Codacons, Adusbef, Federconsumatori ed Adoc -, è evidente che abbiamo bisogno di misure specifiche ed urgenti per rendere possibile a tutti un?esistenza veramente libera e dignitosa». Una famiglia media di 4 persone con 2 ragazzi che vanno a scuola deve spendere appena rientrata dalle vacanze ben 994,6 euro: al caro-scuola, vera e propria mannaia di settembre da 621 euro, bisogna aggiungere «la spesa per la scorta alimentare (200 euro), quella per i trasporti (60 euro), le rate per le vacanze appena trascorse o, nei casi più difficili, per fare la spesa lo scorso anno (80 euro), più una multa per riabituarsi al traffico cittadino (33,60 euro). «E il tutto al netto delle bollette e delle altre spese vive che normalmente gravano sui bilanci», spiega l?Intesaconsumatori, ribadendo che «il prossimo 14 settembre si deve scioperare perchè a fronte di queste cifre non ci sono iniziative serie e concludenti per lottare contro il caro-prezzi. Se aggiungiamo al salasso del rientro le spese correnti superiamo abbondantemente due redditi. «Le statistiche ci dicono che le famiglie arrivano al massimo a poter contare su 1.800 euro. Come faranno a coprire il resto?» «Le vacanze sono state fatte pagando a rate il viaggio, appesantendo il bilancio di circa 80 euro al mese. Molte famiglie hanno anche fatto la spesa in questo modo lo scorso anno. Il risultato è che ogni mese, molte famiglie italiane, a consumi costanti dovrebbero avere la bellezza di 2.500-3.000 euro – sottolineano Codacons, Adusbef, Federconsumatori ed Adoc -. Avendone poco più della metà, è evidente che abbiamo bisogno di misure specifiche e urgenti per rendere possibile a tutti un?esistenza veramente libera e dignitosa». Le misure da attuare per non alleggerire le tasche dei consumatori «sono gìa state presentate più volte» e sono: piano dei trasporti a misura di consumatore; concertazione sui servizi pubblici, l?energia e l?acqua; controlli su peso netto ed esposizione dei prezzi nelle vetrine; creazione di punti vendita diretta dal produttore al consumatore; applicazione del price-cap a tutti i servizi che non siano soggetti a concorrenza; accordi per la conciliazione per qualsiasi controversia di pagamento; applicazione automatica della rateizzazione a zero interessi per i tributi ed i debiti nei confronti delle Amministrazioni da parte dei nuclei familiari a basso reddito. «Ora si aspettano le risposte concrete che ancora non sono mai arrivate – conclude l?Intesaconsumatori -. E visto che la situazione sta peggiorando costantemente, è meglio evitare i monitoraggi e cominciare a lavorare sul serio».


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