IntesaConsumatori contesta: “Invitiamo a diffidare da questi dati ridicoli“.
-
fonte:
- la Repubblica
E` il livello più basso dal 1999.
IntesaConsumatori contesta: “Invitiamo a diffidare da questi dati ridicoli“.
L`Ugl: “Scollamento radicale con la realtà“
ROMA – Scendono ancora i prezzi al consumo: a novembre il tasso annuo dell`inflazione è all`1,9% secondo le stime dell`Istat, leggermente inferiore alla media delle città campione che ieri indicavano una forbice tra l`1,9 e il 2 per cento. Si tratta del livello più basso dal settembre 1999 (1,8 per cento). Anche su base mensile i prezzi hanno registrato l`aumento minore tra le due indicazioni provenienti dalle città campione. La crescita è stata infatti dello 0,1 e non dello 0,2 per cento.
Il dato italiano dell`inflazione è inferiore anche alla media europea. Secondo le stime dell`Ufficio statistico dell`UE Eurostat nei Paesi della zona euro il tasso dovrebbe attestarsi al 2,2 per cento su base annua (in calo rispetto al dato di ottobre, pari al 2,4 per cento). Per avere la conferma definitiva, tuttavia, occorrerà attendere la comunicazione ufficiale del 16 dicembre prossimo.
Ma sindacati e organizzazioni dei consumatori, come ormai avviene da tempo, contestano i dati dell`Istituto Nazionale di Statistica. “Proseguono i miracoli di `San
Biggeri (Luigi Biggeri è il presidente dell`Istat, ndr) sul fronte dell`inflazione – afferma polemico un comunicato di IntesaConsumatori, coordinamento delle associazioni consumeristiche costituito da Adoc, Adusbef, Codacons e Federconsumatori – Mentre il Paese è allo stremo e intere fasce di popolazione non ce la fanno più a sostenere un caro-vita imperante, l`Istat vorrebbe farci credere che l`inflazione non solo è sotto controllo, ma addirittura in discesa libera“.
“La gente non è affetta da allucinazione collettiva quando percepisce che il proprio stipendio è falcidiato e a malapena si riesce ad arrivare a metà del mese per vivere – si legge ancora nel comunicato di IntesaConsumatori – quindi ancora una volta invitiamo a diffidare da questi dati ridicoli, miracolistici e non aderenti neppure lontanamente ad una realtà fatta di sacrifici, lacrime e sangue. Come spiega poi `San Biggeri` il fatto che il caro-greggio abbia determinato la crescita dei prezzi alla produzione del 4,4 per cento, mentre come per `miracolo` quelli al consumo sono scesi all`1,9 per cento?“
In effetti è lo stesso Istituto Nazionale di Statistica a sottolineare come a novembre i prezzi della benzina
verde siano aumentati del 12,2 per cento rispetto allo stesso mese dello scorso anno e dello 0,2 per cento rispetto ad ottobre. Gli incrementi sono stati ancora maggiori per il gasolio. A novembre si è registrato infatti un +14,6 per cento annuale e un +0,7 per cento mensile.
I dati dell`Istat sui prezzi al consumo sono contestati anche dall`Ugl. “La lettura dell`andamento dell`inflazione fornita dall`Istat mostra ancora una volta uno scollamento radicale con la realtà“, afferma infatti il segretario generale del sindacato, Stefano Cetica. Le cause di questo scollamento, spiega Cetica, dipendono dal metodo di calcolo dell`inflazione, o meglio dal cosiddetto `paniere` dell`Istat: “L`analisi dell`andamento dell`inflazione, anche secondo importanti istituti di ricerca come Eurispes, così come calcolato dall`Istat, distorce la realtà – dice il segretario dell`Ugl – I metodi di composizione e di `pesatura` delle singole voci all`interno del paniere, nonchè le modalità di rilevamento sul territorio falsano la lettura dell`effettiva diminuzione del potere di acquisto delle famiglie italiane“.
-
Sezioni:
- Rassegna Stampa
-
Aree Tematiche:
- ECONOMIA & FINANZA
-
Tags: biggeri, Inflazione, intesa, Istat, Prezzi
