15 Giugno 2013

«Intesa sui prezzi»:multati i traghetti

«Intesa sui prezzi»:multati i traghetti

GENOVA. L’ aumento dei prezzi dei traghetti per la Sardegna, nel 2011, era illecito perché basato su un cartello fra compagnie marittime. Lo ha stabilito l’ Autorità garante della concorrenza e del mercato, che ha multato per complessivi 8 milioni di euro le compagnie Moby, Snav, Gnv e la società Marinvest (holding che controlla Gnv e Snav). La multa è ridotta del 30% rispetto a quello che avrebbe dovuto essere l’ importo base perché il garante ha riconosciutola condizione di difficoltà economica che stanno vivendo le compagnie, con bilanci in perdita. Un’ altra società, Forship, a cui fa riferimento la compagnia Sardinia Ferries, è stata invece giudicata estranea all’ accordo. Secondo l’ Authority le società che componevano il cartello «hanno posto in essere un’ intesa finaliz zata all’ aumento dei prezzi per i servizi di trasporto passeggeri nella stagione estiva 2011 sulle rotte Civitavecchia -Olbia, Genova -Olbia e Genova -Porto Tor «Perdite da ripianare e aumento dei costi del bunker» res». Ieri, Moby e Snav non hanno voluto rilasciare dichiarazione, inattesa di approfondire le motivazioni della sentenza. Il patron di Moby, Vincenzo Onorato, ha preannunciato una conferenza stampa per lunedì. E Gnv ha già annunciato ricorso al Tar perché «un’ intesa anticoncorrenziale non è mai intervenuta» e in capo a Gnv «l’ istruttoria ha dimostrato l’ insussistenza di qualsivoglia elemento realmente a carico nostro». Sono inoltre arrivati i primi commenti da parte di alcuni dei soggetti che avevano presentato ricorso all’ Authority, fra i quali c’ erano anche le Regioni Sardegna e Liguria, oltre a privati cittadini e associazioni di consumatori. «È una vittoria su tutta la linea», afferma il presidente della Regione Sardegna, Ugo Cappellacci, che però ricorda che i danni ormai ci sono stati e che gli aumenti sono ancora in essere. Negli anni scorsi Capellacci, che sulla battaglia dei prezzi dei traghetti ha fondato gran parte del pro prio mandato, è arrivato persino a fondare una flotta di traghetti lowcost che però ha chiuso i bilanci in rosso. «Vivo apprezzamento» è stato espresso anche dal Codacons per «l’ accertamento dell’ esistenza del cartello da noi ipotizzato e la sanzione da8 milioni di euro daparte dell’ Autorità». Di questa cifra, Moby dovrà pagare 5,46 milioni, Gnv 2,37 milioni, Snav 232 mila euro e Marinvest (holding con partecipazioni in Snav e Gnv) 43 mila euro. Il garante ha rilevato, sulla base del rapporto fra ricavi e numero di passeggeri trasportati, che gli aumenti nel 2011 sono stati fra il 42 e il 75%, rispetto ad aumenti fra il 3 e l’ 8% dell’ anno precedente. Le compagnie hanno presentato alcune motivazioni per queste variazioni, come l’ aumento del costo del bunker (il carburante delle navi), la necessità di rispondere a un calo dei passeggeri che con la crisi in corso ci sarebbe comunque stato, la trasparenza dei prezzi, che vengono subito messi online (e quindi ogni compagnia è informata in tempo reale «Rincari decisi negli stessi mesi dei contatti su Tirrenia» dei prezzi dei concorrenti, adeguando i propri di conseguenza), la necessità di ripianare le perdite subite nell’ anno precedente. Tutte argomentazioni che non hanno convinto l’ Authority, secondo cui l’ aumento del prezzo del bunker non è stato comunque tale da giustificare simili impennate dei prezzi dei biglietti, mentre d’ altraparte non tutte le compagnie avevano subito le stesse perdite. Moby, per esempio, nel 2010 aveva ottenuto «utili operativi, anche consistenti, sulla Genova -Porto Torres e la Genova -Olbia». A pesare nella decisione è stato anche il fatto che le compagnie coinvolte stavano preparando proprio in quel periodo la loro offerta congiunta per la privatizzazione di Tirrenia. La coincidenza dei tempi è sottolineata dall’ Authority, secondo cui è rilevante un documento trovato in possesso di Marinvest che dimostra come Tirreniafosse a conoscenza delle «strategie di prezzo previste dai concorrenti/ acquirenti della stessa Tirrenia».

alberto ghiara

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