27 Gennaio 2018

Intesa rischia di pagare per le venete

RISPARMIO TRADITO VENEZIA Banca Intesa potrebbe essere chiamata a risarcire i danni milionari subiti dagli azionisti di Veneto Banca. Lo ha deciso ieri il gup del tribunale di Roma Lorenzo Ferri a seguito dell’ eccezione presentata dagli avvocati trevigiani Matteo Moschini e Sergio Calvetti per conto di circa tremila ex soci dell’ istituto di Montebelluna oggi in liquidazione. Un’ iniziativa alla quale si erano associati tutti gli altri avvocati di parte civile degli azionisti e obbligazionisti. E presto Intesa potrebbe essere citata in giudizio anche nel processo preliminare di Vicenza per il crac della Popolare che aveva come presidente Gianni Zonin. La banca in tarda serata si definisce sconcertata dalla decisione del gup e reagisce promettendo battaglia legale in tutte le sedi. «Nell’ udienza preliminare del processo agli ex vertici di Popolare Vicenza del 3 febbraio depositeremo l’ ordinanza del gup di Roma e anche il parere del professore dell’ università di Trento Giandomenico Falcon – spiega Moschini – che sostiene l’ incostituzionalità del decreto che ha portato le due banche venete in liquidazione coatta amministrativa perché escludeva la responsabilità del gruppo bancario rispetto ai terzi azionisti danneggiati». E il Codacons parla di «decisione clamorosa» che apre la strada a richieste analoghe nei confronti delle Good bank, abbattendo «quel muro di ipocrisia che vedeva indenni le banche che acquisivano gli istituti in crisi» con «un artifizio incostituzionale di cui il Governo si è reso complice». DUBBI COSTITUZIONALI Il gup solleva infatti dubbi di legittimità costituzionale sul decreto legge 99/17 sulla liquidazione delle banche venete, in quanto preclude ai soci azzerati ogni speranza di ristoro, mettendo la cessionaria Intesa al riparo dalle richieste di risarcimento. L’ ordinanza afferma «che il contratto di cessione stipulato tra Intesa e la liquidazione di Veneto Banca ha efficacia solo tra le parti e non vale ad escludere la responsabilità» di Cà de Sass «nei confronti dei terzi danneggiati azionisti di Veneto Banca», spiega Moschini, che rappresenta circa 600 soci di Veneto Banca e 400 di Popolare di Vicenza, oggi in udienza preliminare per decidere l’ ammissione di parti civili e lo stralcio della posizione di Samuele Sorato, per il quale è stata chiesta una perizia medica». Dunque ora si apre una concreta possibilità di risarcimento dei danni subiti per migliaia di azionisti di Veneto Banca, che in caso di condanna degli imputati nel processo per aggiotaggio e ostacolo alla vigilanza che potrebbe aprirsi entro l’ estate a Roma in caso di rinvio a giudizio. Non ci sono solo i beni di Vincenzo Consoli, Flavio Trinca e degli altri nove indagati tra ex consiglieri, ex sindaci ed ex manager su cui potersi rivalere. «Se ci sarà la condanna penale nei confronti dei soggetti indagati anche Intesa potrebbe essere chiamata a risarcire i danni – assicura Moschini -. Sarà un giudice civile poi a determinare l’ ammontare del danno e il rimborso a favore delle parti civili». Il gup Lorenzo Ferri ha però bocciato le richieste di citare anche Banca d’ Italia, Consob(che sono già partici civili) e la società di revisione. Banca Intesa quindi dovrà partecipare al dibattimento preliminare. Il super gruppo, che con un euro aveva comprato le attività buone di Veneto Banca e Popolare Vicenza il 25 giugno del 2017 con cinque miliardi di fondi statali a garanzia e per gestire migliaia di esuberi, in tarda serata promette battaglia: «Intesa Sanpaolo apprende con sconcerto la notizia del possibile coinvolgimento giudiziale come preteso responsabile civile per reati di ostacolo alla vigilanza e aggiotaggio di cui sono accusati gli ex manager e sindaci di Veneto Banca in liquidazione coatta. Intesa Sanpaolo ha acquisito soltanto determinati attivi, passivi e rapporti giuridici di Veneto Banca e della Popolare di Vicenza dando risposta urgente e concreta alla necessità di evitare effetti dirompenti per l’ economia del Paese e i gravi riflessi sociali che sarebbero altrimenti derivati soprattutto nelle aree del Nord-Est del Paese, e salvaguardando così gli affidamenti, depositi e il posto di lavoro di migliaia di persone. Il coinvolgimento di Intesa Sanpaolo in vicende del passato che riguardano altri soggetti è contrario alla legge, ma ancor prima a ogni logica. Intesa Sanpaolo non mancherà di difendersi in ogni sede e di esercitare ogni suo diritto legale e contrattuale». Alla prossima udienza la banca potrà costituirsi in giudizio, chiedendo di essere esclusa. Nel processo penale il responsabile civile è chiamato a risarcire i danni causati dalle condotte degli autori dei presunti reati: nel caso delle ex banche venete, i vecchi vertici, a processo con l’ accusa di aver ostacolato Consob e Bankitalia nelle loro funzioni di vigilanza e di aver ingannato il mercato con informazioni false sulla situazione patrimoniale delle banche. Di sicuro in Borsa non hanno avuto sussulti: il titolo Intesa ieri ha guadagnato l’ 1,22%. Maurizio Crema © RIPRODUZIONE RISERVATA.

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