24 Febbraio 2002

Interviene anche il Codacons nazionale

Impiegata barese del 187, affetta da laringite, pretende il trasferimento A danneggiarla sarebbero i colleghi fumatori. Domani la prima udienza dinanzi al giudice del lavoro Baldi.
Interviene anche il Codacons nazionale

“Il fumo mi uccide“. E cita la Telecom





No, grazie non fumo. E, soprattutto, preferisco vivere: le sigarette, si sa, producono danni all`apparato respiratorio, anche a quello di chi non le fuma, ma le respira per costrizione. Ed è per questo che la signora Maria Nicotra, di professione centralinista del 187 Telecom, nella sede di Bari, qualifica “non fumatrice“, ha citato in giudizio il colosso della telefonia.
Qual è il problema? La patologia alla laringe che la signora ha riportato lavorando, gomito a gomito, con i suoi colleghi accaniti fumatori. Ci ha provato, più volte, a chiedere ai suoi datori di lavoro di essere trasferita lontano dalle “pericolose emissioni“, ma non ha concluso un bel niente: in quell`open space, dove convive una trentina di persone, tra fumatori e non fumatori, e dove si affacciano anche i finestrini dei bagni, ci deve restare. E c`è di più: ogni qual volta dovrà assentarsi dal luogo di lavoro per malattia, anche solo per un giorno, dovrà rigorosamente esibire un regolare certificato medico.
Allora lei, che non ha alcuna intenzione di subire un peggioramento della sua patologia, né tantomeno di essere vittima di una eventuale neoplasia polmonare, ha contattato i legali del sito Internet www.articolo32.net, dal quale risponde un`associazione che si occupa della tutela del diritto alla salute. La sua vicenda è stata seguita anche dai legali del Codacons ed è diventata oggetto di un ricorso d`urgenza al giudice del lavoro del tribunale di Bari, Vincenzo Pio Baldi.

Domani, infatti, saranno affrontate in un`udienza cautelare al tribunale di Bari le ragioni della signora Nicotra (assistita dagli avvocati Marco Ramadori, Vincenzo Masullo e Alessandro Amato) che chiede, al più presto, il suo trasferimento o un categorico divieto di fumo negli ambienti lavorativi. Solo in un secondo momento, tutelata l`emergenza salute, i legali chiederanno alla Telecom il risarcimento dei danni finora subiti.
Il ricorso presentato dalla signora Maria Nicotra si basa su alcuni principi giurisprudenziali, consolidatisi negli anni: innanzitutto la sentenza 399 del `96, della Corte Costituzionale con la quale si stabilisce che i datori di lavoro devono scongiurare i rischi derivanti alla salute dei lavoratori dal cosiddetto “fumo passivo“. Ci sono poi il decreto legislativo 626 del `94 e l`articolo 2087 del codice civile che obbligano i datori di lavoro ad intervenire a tutela dei lavoratori non fumatori.
E ancora: la sentenza 723 del `97, del Tar Lazio, che riconosce alla signora Sposetti, ex dipendente del ministero della Pubblica istruzione, la pensione privilegiata proprio a causa del fumo passivo. La signora romana ne aveva riportato un carcinoma polmonare. I legali della signora Nicotra, inoltre, oltre ai certificati medici con i quali si attesta la patologia di cui è vittima, esibiranno anche argomentazioni scientifiche ed una nota dell`Inpdap che richiama il datore di lavoro all`osservanza degli obblighi di tutela della salute sul posto di lavoro. Ma il “caso Nicotra“ non è il primo in Italia.
Prima di lei, altre persone hanno affrontato in giudizio avversari di grosso calibro: ha fatto storia la causa contro la San Paolo di Torino, e poi quella vinta da una dipendente della filiale di Aprilia della Banca di Roma. Mentre, intanto, gli avvocati del portale a cui si è rivolta la signora Nicotra, stanno raccogliendo proteste da parte di alcuni lavoratori della Banca d`Italia e dei dipendenti amministrativi della Procura di Cagliari. Tutti quanti non fumatori e vittime del “fumo passivo“ di chi lavora accanto a loro.

    Aree Tematiche:
  • FUMO
Previous Next
Close
Test Caption
Test Description goes like this
WordPress Lightbox