Intervento dopo le elezioni per evitare di perdere voti
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fonte:
- Libero
I fondi da trovare potrebbero essere meno rispetto ai primi calcoli, ma in ogni caso non si tratta di bruscolini. Per mettere una pezza al pasticcio sulle pensioni, dopo la sentenza della Corte costituzionale che ha bocciato il blocco delle indicizzazioni, basterebbero 5,5 miliardi di euro lordi, cioè 3,6 miliardi, per un triennio. Calcolatrice alla mano vuol dire 1,2 miliardi l’ anno. I calcoli snocciolati ieri dall’ ex sottosegretario al Welfare, Alberto Brambilla, faranno in parte tirare un sospiro di sollievo al premier Matteo Renzi. Resta il fatto che la pronuncia dei giudici di palazzo della Consulta azzera il tesoretto da 1,7 miliardi individuato nell’ ultimo Documento di economia e finanza. Una bella grana, per l’ esecutivo che stava valutando tutte le opzioni possibili per spendere i soldi spuntati a sorpresa nel Def. Il sottosegretario all’ Economia, Enrico Zanetti, che in questi giorni sta avocando il dossier pensioni sulla sua scrivania, suggerisce di limitare i rimborsi, escludendo gli assegni superiori a 5mila euro. Mossa che, almeno in parte, alleggerirrebbe il conto per il bilancio pubblico e dell’ Inps. Quanto alle coperture, lo stesso Zanetti ipotizza di ragionare sul deficit, portandolo più vicino al 3% del Pil (il massimo consentito dalle regole Ue), ed esclude tagli alla spesa dello Stato, complicati da realizzare e dolorosi da sopportare per i cittadini. Sul tavolo, anche l’ ipotesi di pagare i pensionati con bot e btp, ma non ci sono conferme ufficiali. Prima di intervenire, comunque, Renzi aspetterà le elezioni regionali del 31 maggio. Il terreno è scivoloso e in cabina elettorale potrebbe arrivare il contraccolpo. Frattanto, la Corte costituzionale ha fatto un piccolo passo indietro, smentendo le dichiarazioni di mercoledì secondo le quali la sentenza è autoapplicabile e pertanto i rimborsi automatici. Per ottenere i rimborsi potrebbero essere necessarie istanze e, successivamente, ricorsi all’ Inps. E di fronte a risposte negative da parte dell’ ente presieduto da Tito Boeri, il Codacons ha fatto sapere di essere pronto a presentare «denunce» per «appropriazione indebita e inottemperanza all’ ordine dell’ autorità». Poi l’ ultimatum: entro dieci giorni dalla pubblicazione in Gazzetta ufficiale della sentenza (cioè da ieri) l’ Inps comincia a restituire i soldi. Lo fara? F.D.D.
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