8 Agosto 2009

Intervento chirurgico per dimagrire muore a 32 anni, esposto dei parenti

In clinica le avevano sistemato un diaframma nell´intestino

Per dimagrire aveva deciso di farsi operare, ma venti giorni dopo è morta all´improvviso. Raffaella Cottone, trentaduenne informatore medico scientifico di Realmonte (Agrigento), era stata sottoposta a un intervento per la sistemazione di un diaframma nell´intestino. «L´operazione è perfettamente riuscita», avevano rassicurato i medici della clinica palermitana dove la donna era rimasta ricoverata per alcuni giorni. Raffaella Cottone aveva così iniziato a sperare di ridurre i 120 chili che avevano ormai trasformato il suo corpo. Ma da qualche giorno erano iniziati i disturbi. Prima la febbre alta, poi vomito e diarrea. Giovedì sera, i familiari si rendono conto che le condizioni della giovane sono decisamente peggiorate e decidono di rivolgersi al pronto soccorso dell´ospedale San Giovanni di Dio di Agrigento. Raffaella Cottone non ci arriverà mai, il decesso avviene durante il tragitto, in ambulanza. Inutili sono i tentativi di rianimazione effettuati dai sanitari del 118. Adesso, la famiglia Cottone ha presentato un esposto alla polizia. Il sostituto procuratore di Agrigento Gemma Miliani ha già aperto un fascicolo d´indagine, disponendo il sequestro di tutta la documentazione sull´intervento effettuato nella clinica palermitana. L´autopsia sul corpo della giovane sarà effettuata nei prossimi giorni. Al momento non ci sono indagati nel registro della Procura. La magistratura attende l´esito dell´esame medico legale per stabilire se l´intervento di sistemazione del diaframma nell´intestino della paziente abbia determinato conseguenze irreparabili. Intanto, agli atti dell´inchiesta c´è solo il referto del medico del pronto soccorso, che parla di «morte sopraggiunta per una grave crisi cardio-respiratoria». I familiari di Raffaella Cottone chiedono di sapere cosa sia accaduto esattamente: «Non aveva mai sofferto di alcun disturbo», hanno scritto nella loro denuncia.  Sulla morte della giovane di Realmonte interviene il segretario nazionale del Codacons, Francesco Tanasi: «La chirurgia per la perdita di peso dovrebbe essere riservata ai soggetti con obesità nei quali altre terapie non hanno avuto successo.  La magistratura accerterà eventuali leggerezze o errori nell´esecuzione dell´intervento – aggiunge Tanasi – se si stabiliranno delle responsabilità dei medici nella morte della giovane il Codacons annuncia già da adesso che si costituirà parte civile nel processo a carico dei presunti responsabili».

Previous Next
Close
Test Caption
Test Description goes like this
WordPress Lightbox