Interventi vascolari a Cardiologia, accertamenti sull’ informazione ai pazienti
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fonte:
- Il Resto del Carlino
IL CODACONS sembra aver colto nel segno. Se non sui contorni della polemica, che l’ azienda Policlinico ritiene discutibili, sicuramente sull’ argomento: il consenso informato. La conferma arriva dalla Procura che si sta concentrando proprio sui dialoghi medico-paziente per capire come sono stati proposti quegli interventi, ora sospesi in attesa che venga messo a punto il protocollo e dunque un lavoro «d’ équipe» con professionisti di altre strutture. Per essere più chiari, il ruolo del magistrato, il pm Marco Niccolini – oltre che valutare eventuali colpe mediche (già sequestrate 4 cartelle cliniche) -, sarà quello di capire se al malato sottoposto a quegli interventi endovascolari extracardiaci, siano stati esposti chiaramente rischi e alternative e se sia stato sottolineato che si trattava di una attività «innovativa» (Cencetti non vuol sentir parlare di sperimentazione). Ovviamente ci riferiamo sempre al reparto di Cardiologia e al suo laboratorio di Emodinamica, che ha ‘ salutato’ da giorni il suo coordinatore, Giuseppe Massimo Sangiorgi. La Procura vuole cominciare da qui a fare chiarezza. Vuole capire, innanzitutto, come è stato ‘ arruolato’ e con quali obiettivi è arrivato al Policlinico. Ma, soprattutto, gli occhi sono puntati su come gestiva il rapporto con i suoi pazienti. E qui torniamo al consenso informato, «il vero nocciolo della questione», dicono dalla Procura. Il consenso informato, fanno capire da corso Canalgrande, dipende dai medici. Spieghiamo meglio. I camici bianchi possono ‘ influenzare’ i malati con il tono, con i termini usati e con la costruzione della frase. Se, infatti, dicono al paziente: «Può scegliere tra una pratica collaudata e una che stiamo ‘ provando’ », allora in molti opteranno per la prima possibilità. Se, invece, la stessa domanda viene posta in questo modo: «Preferisce la pratica vecchia e ormai superata o quella innovativa e di ultima generazione?», molti è probabile che si orienteranno sulla seconda e allettante ipotesi. Il consenso informato, anche «carente», come ha detto la Regione nella sua relazione, non costituirebbe un reato, semmai la questione è etica. Ma ciò non impedisce alla Procura di arrivare al ‘ nocciolo’ e vedere se, invece, c’ è dell’ altro. Per questo, verranno sentiti probabilmente anche dei pazienti. Anche se, per ora, «non c’ è nessun indagato», come precisa Vito Zincani. Intanto la polemica continua. Il cumulo di neve ha iniziato a rotolare provocando una valanga che ha travolto il Policlinico. In mezzo ci sono finiti anche casi che, con gli interventi bloccati, c’ entrano ben poco perché precedenti al 2009 (quando sono state introdotte le procedure ‘ periferiche’ ), ma anche lo sfogo dell’ oncologo Massimo Federico, che non ha perso occasione per chiedere le dimissioni di Stefano Cencetti, con il quale, non è un mistero, non corre certo buon sangue. Dunque, se la questione Policlinico ha preso le sembianze di uno scontro interno, la magistratura vuole riportare il problema sul piano dei pazienti. Su questo Maria Grazia Modena, direttrice del reparto, ha ragione: «Ci dobbiamo concentrare su di loro, che sono i veri protagonisti». v.s.
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