INTERVENTI ESTETICI: ANCORA UN MORTO !
IL CODACONS RICHIEDE UN GIRO DI VITE SU STRUTTURE AUTORIZZATE, CONSENSO INFORMATO E CONSULENZA PSICOLOGICA
Dopo il caso del giovane di Pavia, morto nei mesi scorsi per un intervento estetico di rinoplastica, ecco che a Palermo si è verificato un altro drammatico decesso.
"Da tempo sosteniamo che anche questi tipi di interventi sono operazioni vere e proprie con tutte le possibili complicanze connesse. Per questo avevamo invitato il ministro Turco, che ha già dichiarato che questi interventi dovrebbero essere effettuati in centri che garantiscono la massima sicurezza, a trarne le debite e logiche conseguenze e ad emanare una circolare restrittiva, un giro di vite sia riguardo alle strutture abilitate, sia rispetto alle modalità di intervento, sia rispetto alle procedure relative al consenso informato" ha dichiarato Francesco Tanasi, segretario nazionale del Codacons.
Il Codacons, inascoltato, lo aveva già chiesto dopo il caso di Pavia e, ancora prima, per gli interventi laser contro la miopia che ormai sono diventati un business ed una moda. A questi interventi si ricorre con troppa leggerezza. I rischi connessi a queste operazioni e le controindicazioni possibili sono invece molte. Eppure non c’è nessuna consulenza psicologica per il paziente, ad esempio per verificare le sue effettive motivazioni.
Il Codacons riconferma quanto già chiesto nei mesi scorsi al ministro della Salute Livia Turco ed in particolare:
- I medici devono informare adeguatamente i pazienti di tutte le possibili conseguenze impreviste e spesso irreparabili. Per questo il Codacons chiede che per ogni intervento o esame diagnostico invasivo ci sia un modello standardizzato di consenso informato uguale in tutta Italia, stabilito direttamente dall’Istituto Superiore di Sanità, autorizzato dal Ministero della Salute, in accordo con le diverse categorie interessate, compresi ovviamente medici e consumatori.
- Devono cambiare le modalità di consegna del consenso informato. Spesso viene consegnato al consumatore 10 minuti prima dell’intervento, rendendo la rinuncia praticamente impossibile. Il consenso sembra sempre più utilizzato dai medici per salvarsi da possibili ritorsioni legali che non per informare effettivamente il paziente consentendogli una libera e consapevole scelta.
- Giro di vite per l’abilitazione delle strutture e le modalità di intervento (equipe necessaria, anestesia locale o generale …).
- Obbligo di consulenza psicologica prima dell’intervento.
- Una indagine conoscitiva che consenta di sapere:
- Quante operazioni estetiche si fanno ogni anno in Italia e se questo dato è anomalo rispetto ad altre nazioni?
- In quale percentuale si verificano gravi complicanze?
- Quale è il business complessivo in questo settore?
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