6 Dicembre 2004

Internet, si scoprono i vantaggi anche per la tutela dei consumatori







Anche le associazioni dei consumatori scoprono la validità del mezzo Internet. Il web è diventato un poderoso strumento di comunicazione, accrescendo la consapevolezza di consumatori sempre più esigenti. Un punto di primaria importanza, rilanciato dai recenti crac di Cirio e Parmalat e dal carovita opprimente. Se la classe operaia è ormai in paradiso, oggi è la sfera del consumo a rivendicare più potere: e la parola d?ordine è tutela, che è sempre più a portata di mouse.
Con pochi clic è infatti possibile trovare molte notizie e consigli, tanto di carattere formativo e generale quanto su specifici argomenti; per esempio, perché e come fare un determinato ricorso, dove e a chi rivolgersi, quale modulo utilizzare. La più antica associazione è Unione dei Consumatori (consumatori.it), fondata nel 1955; mentre a Intesa Consumatori (intesaconsumatori.it) aderiscono altre organizzazioni pure presenti on line, come Federconsumatori, Codacons e Adoc: ma anche l?Adusbef (adusbef.it), che tutela in particolare gli utenti di servizi bancari, postali, finanziari e assicurativi. Esistono poi il Movimento dei consumatori (movimentoconsumatori.it), l?Adiconsum (adiconsum.it), l?Aduc (aduc.it) e Altroconsumo (altroconsumo.it). Su tali siti, dotati anche di newsletter, si parla di ricorsi contro le banche, di energia, risparmio, vaccini antinfluenzali, prezzo del latte in polvere, digitale terrestre, processo Parmalat, tariffe internet, prezzi sugli scaffali del supermercato e di molti altri argomenti che gravano sul portafogli. Diverse sono le aziende che finiscono nel mirino, oltre a ministeri e istituzioni varie.
Con la cultura e la consapevolezza del consumo, si affina anche la sua percezione etica e sociale. Non a caso crescono enti e associazioni legati alla promozione di circuiti economici a misura d?uomo, una facoltà che sembra ormai più nelle mani dei consumatori che in quelle dei politici. Su Altromercato.it si parla di commercio equo e solidale, che ha ora anche un registro delle organizzazioni operanti, accessibile su un altro sito di settore, www.commercioequo.org . E se un?altra economia, almeno in ambiti di nicchia, è possibile, lo sono anche i servizi bancari: dal risparmio al microcredito e al finanziamento agevolato di specifiche imprese a sfondo sociale. Strumenti che anche nel terzo mondo stanno producendo buoni risultati, come illustrano i siti di Banca Etica (bancaetica.it) e di Finanza Etica (finanzaetica.org).
Un consumatore accorto, poi, sembra più incline a essere un cittadino migliore, più sensibile alla partecipazione. È allora breve il passo a autopromozionesociale.it, del comune di Roma, dove si trovano informazioni anche su bilancio partecipato e sul finanziamento pubblico ad attività imprenditoriali che interessino le periferie; o a cittadinanzattiva.it, che si occupa, fra l?altro, di sicurezza negli ospedali e nelle scuole o di trasporto pubblico, non rinunciando a formulare delle proposte in materia di Finanziaria.




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