12 Aprile 2017

Interessi sugli interessi, faro Antitrust sugli sportelli

Interessi sugli interessi, faro Antitrust sugli sportelli
avviata un’ istruttoria dal garante su intesa sanpaolo, bnl e unicredit per sospetto anatocismo

MILANO «Modalità aggressive per indurre i propri clienti» ad accettare il calcolo degli interessi sugli interessi, cioè l’ anatocismo bancario: ad adottarle sarebbero state Intesa Sanpaolo, Unicredit e Bnl-Bnp Paribas, che per questo motivo ieri sono state oggetto di ispezioni da parte di funzionari dell’ Antitrust, insieme con i finanzieri del Nucleo speciale Antitrust della Guardia di Finanza. La mossa dell’ authority guidata da Giovanni Pitruzzella (Agcm), che ha aperto tre distinti procedimenti istruttori, punta ad «accertare se le tre banche abbiano posto in essere condotte in violazione del Codice del Consumo in relazione alla pratica dell’ anatocismo bancario», specifica l’ Agcm in una nota. Le «presunte pratiche commerciali scorrette» andrebbero avanti da diversi anni. In particolare – sottolinea l’ Antitrust – fino all’ entrata in vigore della legge sulle Popolari «che ha ribadito il divieto di anatocismo salvo autorizzazione preventiva del cliente, tali banche avrebbero continuato ad applicare l’ anatocismo bancario, nonostante l’ espresso divieto contenuto nella legge di stabilità 2014». Dopo la riforma del 2016, invece, il pressing dei tre istituti sui clienti si sarebbe fatto «aggressivo» per «indurre i consumatori a dare l’ autorizzazione all’ addebito». Ieri le tre banche coinvolte nell’ istruttoria hanno preferito non commentare l’ iniziativa dell’ authority, in attesa degli esiti. Esultano invece le associazioni dei consumatori, per le quali la pratica del ricalcolo degli interessi sugli interessi passivi è un bersaglio storico: «Sono mesi che denunciamo come l’ odiosa pratica dell’ anatocismo sia tutt’ altro che scomparsa in Italia, nonostante le disposizioni di legge, e su tale tema centinaia di tribunali ci hanno dato ragione», ha dichiarato il presidente del Codacons, Carlo Rienzi. «Ricordiamo che l’ anatocismo produce un danno elevatissimo ai consumatori e arricchisce le casse delle banche, costando mediamente agli italiani una cifra pari a 2 miliardi di euro all’ anno». Secondo l’ Adusbef tra 6,7 e 7,8 miliardi di euro in tre anni sono stati «incamerati dal sistema bancario, che non dovevano essere percepiti», calcola il presidente Elio Lannutti basandosi sul volume medio degli impieghi tra gennaio 2014 e 30 settembre 2016. Le associazioni dei consumatori hanno sostenuto molte cause inibitorie e restitutorie nei tribunali che hanno avuto esito positivo.
 

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