28 Novembre 2004

Interessi bancari, 150 richieste di risarcimento

Interessi bancari, 150 richieste di risarcimento





Anatocismo, sono già numerosissimi i salernitani che, spinti anche dalla recente sentenza della Cassazione che ha condannato il comportamento delle banche, hanno deciso di pretendere il risarcimento imboccando la strada delle aule di giustizia. «In appena dieci giorni – dice Enrico Marchetti, presidente del Codacons – abbiamo già istruito 150 pratiche. Si tratta sia di aziende che di privati cittadini, intenzionati ad andare fino in fondo per farsi restituire le somme riscosse dalle banche a titolo di interessi sugli interessi, attraverso il sistema dell?anatocismo». Facile presumere che, complessivamente, i ricorsi siano estremamente più numerosi, giacché in tanti (e soprattutto le aziende) alla strada delle associazioni dei consumatori hanno preferito quella dell?incarico al proprio legale di fiducia. «In verità anche aziende si sono rivolte a noi – dice Ciro Ravveduto della Federconsumatori – ed in particolare c?è stata un?impresa di autotrasporto della Piana del Sele che, proprio a causa dell?infernale meccanismo degli interessi sugli interessi, si è ritrovata con un debito verso il proprio istituto di credito estremamente consistente. È un caso particolare, questo: il titolare della ditta è difatti intenzionato non solo a richiedere la restituzione degli interessi, ma anche a citare per danni la banca, ritenendo che l?anatocismo sia stato la causa di un quasi fallimento». Secondo un calcolo sommario e tenendo conto del tasso d?interesse medio applicato dalle banche, l?anatocismo ha inciso, sugli interessi complessivamente pagati dal cliente, tra l?1 e l?1,3%. «Per questo – dice Ravveduto – valutiamo con estrema attenzione, caso per caso, consigliando la strada giurisdizionale solo in quelle circostanze in cui il danno per il cliente appare particolarmente evidente e consistente». Contrariamente a quanto si dice in giro, però, la convenienza non è legata ai costi: per piccole somme la competenza è del giudice di pace, per cui non ci sono spese da sostenere (salvo quelle peritali per la determinazione esatta delle somme da rivendicare). Dalle banche, per il momento, nessuna risposta: gli istituti sembrano voler ancora tergiversare prima di metter mano al portafogli. Salerno, per loro, certo non porta bene se si considera che proprio da queste parti è stata emessa, era il 1997 ed a difendere un cliente tartassato dagli interessi fu l?avvocato Marcello Mascolo, una delle prime sentenze di condanna per un grosso istituto di credito. Il ricorso all?epoca riguardò un?azienda specializzata in forniture mediche che, a causa di contratti non onorati per tempo dai clienti, fu costretta a richiedere ed ottenere forti anticipazioni sui conti correnti. Il persistere dei ritardi portò l?azienda quasi al tracollo economico e alla decisione di citare in giudizio la banca: un cammino lungo e tortuoso che però ha soddisfatto in pieno i titolari. La banca ha dovuto risarcire le somme indebitamente riscosse, maggiorate degli interessi e della rivalutazion.

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