22 Giugno 2019

Intercettazioni sulla truffa depuratori

Non solo frode nelle pubbliche forniture, rifiuto o omissione di atti d’ ufficio ma anche inquinamento ambientale. È uno dei reati che si contesta a sette persone tra dirigenti regionali, vertici dell’ Ato idrico (due dei quali non hanno un ruolo all’ interno del piano d’ ambito) ed un tecnico di Caltaqua coinvolti nella mega inchiesta sulla depurazione in provincia.Novecento pagine d’ accusa nelle quali la Procura di Caltanissetta evidenzia le tante anomalie anche tecniche nei depuratori presenti in 18 comuni. Una indagine inizialmente tecnica perché i militari del Noe hanno iniziato ad effettuare alcuni prelievi nei depuratori e nelle zone limitrofe dai quali sono emersi dati difformi alle normative di legge. A confermare quello che sembrava essere un semplice sospetto ci sono anche le intercettazioni telefoniche. A rilevare la truffa nel sistema della depurazione sono stati i militari del nucleo di polizia tributaria del Gico della Guardia di Finanza che hanno acquisto documentazione, ritenuta interessante, sia negli uffici di Caltaqua ma anche all’ Ato idrico e all’ assessorato regionale dell’ Energia, dipartimento acqua e rifiuti. Un’ inchiesta chiusa, con la richiesta di rinvio a giudizio ed udienza preliminare fissata per il mese prossimo. L’ atto giudiziario è stato notificato ai sindaci dei 18 comuni ora parte offesa, al Codacons e al Ministero dell’ Ambiente. L’ avv. Carmelo Sardella, rappresenterà il Codacons: «Siamo intenzionati a costituirci parte civile a tutela dell’ ente e della cittadinanza – afferma il sindaco Roberto Gambino – la delibera di Giunta sarà approvata nei prossimi giorni. Per il presente ed il futuro del servizio idrico integrato e soprattutto in tema di depuratori auspichiamo che vengano messe in funzione tutte le tecnologie necessarie e già disponibili per preservare l’ ambiente e il territorio. Come M5S abbiamo condotto approfondimenti e battaglie sul sistema della depurazione chiedendo e ottenendo i rimborsi a favore dei cittadini residenti in zone della città che non erano raggiunte dal servizio. Un risultato conseguito a partire dal 2016 dopo una lunga e complessa analisi fatta dagli attivisti e sostenuta dai nostri portavoce in Consiglio comunale e dalla deputazione regionale e nazionale». Gli altri 17 comuni raggiunti stanno valutando una eventuale costituzione di parte civile unitaria, in poche parole dare mandato ad un legale. L’ udienza preliminare del mese prossimo è stata fissata per il nisseno Salvatore Giuliana 44 anni, i dirigenti regionali Vincenzo Emanuele (61 anni di Palermo) e Giusto Ingrassia di 62 anni, l’ ex dirigente regionale Marco Lupo (49 anni, oggi direttore generale dell’ Arpa Lazio). E ci sono ancora il dirigente dell’ Ato idrico Angelo Martorelli, 63 anni di Caltanissetta, ed i gelesi Pino Federico (55 anni) e l’ avv. Nando Maurelli (67 anni) che hanno avuto incarichi apicali all’ Ato idrico.l. m.

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