Intercettazioni, Pera chiede la verità ai pm
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fonte:
- Il Messaggero
Il procuratore di Milano: solo illazioni sui parlamentari. E Castelli avvia un?indagine
ROMA – Sulle intercettazioni per la banca Antonveneta si alzano nuove fiammate. E ancora una volta tra il capo dei magistrati di Milano ed il presidente del Senato. Il procuratore, Manlio Minale, considera «illazioni destituite di ogni fondamento» le ipotesi che siano avvenute «intercettazioni di utenze di parlamentari», come è apparso sui giornali (ma anche nei commenti dei politici). E? una rassicurazione che segue quella fatta domenica sera dall?aggiunto Francesco Greco, ma che a Marcello Pera non è stata sufficiente. Pochi minuti dopo la diffusione della nota di Minale, il presidente di Palazzo Madama ha fatto sapere di volere la verità. Ha chiesto, sia allo stesso procuratore capo che al presidente del Tribunale, «le informazioni in loro possesso» sulla vicenda per poi farle esaminare dagli «organi competenti del Senato» affinché valutino «se siano state rispettate le prerogative dell?assemblea di palazzo Madama». Anche il Guardasigilli Castelli vuole vederci chiaro, avviando un?indagine che potrebbe veder arrivare gli ispettori a Milano. E aggiunge: «Non voglio neanche pensare che ci siano state intercettazioni su utenze di parlamentari, questo sarebbe un gravissimo vulnus alla Costituzione».
Ed è presumibile che le informazioni chieste da Pera vengano inviate alla presidenza del Senato, seguendo quello schema che Giovanni Crema, presidente della Giunta per le immunità di Palazzo Madama, aveva indicato: «Per lavorare, aspettiamo un elemento essenziale, gli atti giudiziari». Luigi Grillo, Fi, sull?utenza del quale sarebbe avvenuta una conversazione tra la moglie del governatore Fazio e Fiorani, ha dichiarato di aver apprezzato sia l?iniziativa di Pera che le parole di Crema: «La giunta dovrà chiarire effettivamente se e cosa è stato intercettato».
La precisazione di Minale, che giudica «illazioni» le intercettazioni su utenze del Senato o di singoli senatori, è piuttosto argomentata. Precisa che il contenuto delle conversazioni telefoniche risulta ripreso dalla motivazione del provvedimento di sequestro preventivo. Ricorda che «sono in corso indagini» sulla fuga di notizie e spiega, come ipotesi, che l?intercettazione può essere avvenuta su utenze di terze persone, presumibilmente indagate. In sostanza, ascoltando telefonate di un indagato può essere arrivata una chiamata dall?apparecchio di un senatore: e questa sarebbe scritta in un brogliaccio, ma non c?è il testo. «Nell?ipotesi di utenze di terzi – conclude – venute in occasionale contatto con taluna delle utenze sottoposte, nei limiti e nelle condizioni di legge, ad intercettazione, il contenuto delle relative conversazioni risulta annotato nel verbale delle operazioni compiute solo se pertinente alle indagini ed esclusivamente nelle ipotesi normative consentite».
Intanto, segna una pausa l?inchiesta romana su Antonveneta. I procuratori, Giovanni Ferrara e Achille Toro, durante le ferie dovranno esaminare le intercettazioni che riguardani i colloqui tra Fazio e l?amministrazione della Popolare italiana, Fiorani. Secondo agenzie, sono smentite le voci che davano per certa l?iscrizione di Fazio nel registro degli indagati. Invece sull?inchiesta Bnl, che riguarda la scalata di Giovanni Consorte, Unipol, il Procuratore capo, Ferrara, ha inviato una relazione, che è «un atto dovuto» per legge, al ministro della giustizia, al Csm e alla Procura generale: nelle intercettazioni c?è un colloquio tra Consorte ed il giudice milanese, Francesco Castellano. Proprio dal presunto interessamento di Castellano presso giudici romani dell?inchiesta Bnl sarebbe scaturito l?invio della relazione.
Monta nel frattempo la polemica sulle intercettazioni, un costo, secondo cifre di via Arenula, calcolato in circa 300 milioni di euro all?anno. Ben 12-14mila utenze verrebbero controllate ogni giorni e ogni anno vengono registrate le conversazione di 300mila italiani (attraverso le centrali Super Amanda e Cnag). Memmo Contestabile, Fi, annuncia un Ddl «in senso limitativo». Il Codacons condanna l?uso delle intercettazioni, altrettanto fanno il ministro Buttiglione, Martusciello e Bobbio. Mentre Di Pietro ritiene che le accuse di Pera siano «terrorismo mediatico».
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