Intercettazioni choc di Schettino «Il manager diceva: passa da là»
GROSSETO «FABRÌ pò da rett o manager, passam a là, passam a là. Perché mann’ rutt o c…, passa a là, passa a là (Fabrì per dare retta al manager, passa da lì, passa da lì. Fabrì perché mi hanno rotto il c…, passa, passa di là»). È uno dei momenti più significativi dell’ intercettazione ambientale su Francesco Schettino che si trova nella caserma dei carabinieri di Orbetello, poco dopo le 16 di sabato 14, quando ancora l’ arresto non è formalizzato. Il comandante sta parlando al telefono con un certo Fabrizio. Nella conversazione emerge come l’ avvicinamento al Giglio sia stato voluto da altri. Schettino poi racconterà, nel corso dell’ interrogatorio di garanzia, la richiesta del maitre Antonello Tievoli ? presente in plancia al momento dell’ impatto con lo scoglio ? per salutare il Giglio e omaggiare l’ ex comandante Mario Palombo (che però era a Grosseto). Nello stesso pomeriggio, sempre nella caserma dei carabinieri è stato registrato anche un momento di disperazione di Schettino. «No perché non ci voglio andà più sulla nave, perché so io che non voglio più, cambio vita, perché non la vedo tanto bene». Quasi un’ ora dopo, il comandante viene intercettato al telefono con Pietro. «Piè che ti devo dì, mi hanno rotto il c…, andiamo a salutare il Giglio, stava uno scoglio sporgente e non l’ abbiamo visto». E sempre a Pietro racconta «Io ho visto….mi so allontanato, ho capito quando dovevo dare l’ abbandono, so stato in giro a piglià a gent a mar e son seren accussì». Registrata pure la conversazione tra Schettino e Ciro Ambrosio, il primo ufficiale che ha avuto il comando della nave da Civitavecchia fino a cinque miglia prima del Giglio, quando è entrato in plancia il comandante. Parlando poi con Albert, Schettino dice: «Quello che a me mi fa onore è che abbiamo salvato tutti quanti tranne questi qua (le prime vittime, ndr)». E più tardi: «Quando ho capito che la nave si stava inclinando, ho preso e sono sceso». Oggi potrebbe essere un giorno cruciale per le indagini. Alle 10 è in programma l’ incontro tra il procuratore capo Francesco Verusio e il procuratore generale della Toscana, Beniamino Deidda, che ha suggerito di allargare l’ inchiesta anche all’ organizzazione della sicurezza e al ruolo di Costa nella tragedia. Indagini difensive sono state intraprese dai legali di un gruppo di passeggeri per accertare eventuali responsabilità dell’ armatore e delle capitanerie. Nel frattempo è stata individuata dagli investigatori la «donna bionda» che ha prelevato Schettino dall’ hotel Bahamas per «prenderlo in consegna». La stessa che è stata immortalata fuori dalla Capitaneria a Porto Santo Stefano con l’ avvocato difensore Bruno Leporatti. La donna, probabilmente dipendente di Costa, sarà sentita nei prossimi giorni dai magistrati. Sul mistero del computer di Schettino, il suo legale ha dichiarato che «anche se avesse avuto un computer, nella confusione, non avrebbe avuto modo di andare a recuperarlo». Leporatti oggi depositerà il suo ricorso al Tribunale del Riesame, mentre è stata già fissata per il 10 febbraio l’ udienza per il ricorso della procura contro l’ ordinanza del gip che ha scarcerato il comandante Schettino, disponendo invece la detenzione domiciliare. I risultati ufficiali del test tossicologico saranno pronti tra alcuni giorni e intanto da Codacons arriva l’ invito a eseguire su Schettino anche l’ alcotest.
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