6 Ottobre 2007

“Inter e Milan a processo per un falso di 54 milioni“

L`accusa: i dirigenti delle società hanno creato plusvalenze fittizie
“Inter e Milan a processo per un falso di 54 milioni“

Martedì 23 potrebbero trovarsi sullo stesso piano del tribunale, il settimo, davanti a giudici diversi, tutte e tre per tentare di evitare un processo scomodo. è il singolare destino riservato a Lazio, Milan e Inter. La società di Lotito davanti al gup Di Censo per respingere l`accusa di aggiotaggio. Milan, Inter e 3 manager del calibro di Adriano Galliani, Rinaldo Ghelfi e Mauro Gambaro per respingere l`accusa di falso in bilancio. Se quella per Lotito è un`udienza stabilita due giorni fa, quella sulle società milanesi è stata fissata ieri dal gup De Lorenzo. Il pm Carlo Nocerino solo lo scorso 19 settembre aveva presentato la richiesta di rinvio a giudizio. Il gup ha bruciato le tappe per un processo su cui pende il rischio della prescrizione. Stando all`accusa, le due società calcistiche milanesi avrebbero falsato i bilanci di due stagioni, per fare risultare minori perdite rispetto a quelle reali. Le false operazioni contabili sarebbero state messe in pratica, “per evitare di rappresentare alla Figc la esatta situazione patrimoniale ai fini delle verifiche propedeutiche all`ammissione ai campionati 2004-2005 e 2005-2006“. Secondo l`accusa, per partecipare regolarmente a quei campionati, le due società avrebbero dovuto versare molti più soldi nelle casse. Le operazioni incriminate si riferiscono a una serie di compravendite di giocatori minori avvenute in quegli anni tra le due società, per l`accusa messe in atto solo per la creazione di plusvalenze fittizie. Al Milan, il pm contesta “l`alterazione di un maggior patrimonio netto pari a 32 milioni e 459 mila euro, che corrisponde a circa il 104% del patrimonio netto risultante dal bilancio“. Per la società di via Durini, invece, “le alterazioni e le mancate evidenziazioni – scrive Nocerino nella richiesta di rinvio a giudizio – hanno in definitiva comportato la rilevazione di una minor perdita pari a 22 milioni e 393 mila euro, che corrisponde a circa il 149% del risultato economico“. Inizialmente era indagato anche il proprietario dell`Inter, Massimo Moratti, ma il pm si è accorto che negli anni in cui i bilanci sarebbero stati falsati l`imprenditore non ricopriva più alcuni incarico nella società. Tra le persone citate come parti “offese“, Nocerino cita anche il Codacons, che diede il via all`inchiesta con un esposto presentato il 27 luglio del 2006.

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