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18 Luglio 2019

INSTAGRAM NASCONDE I ‘LIKE’, CODACONS: NON BASTA, VANNO NASCOSTE FOTO CON BAMBINI A SCOPO COMMERCIALE

    ASSOCIAZIONE DENUNCIA INFLUENCER – TRA CUI FEDEZ E CHIARA FERRAGNI – A GARANTI PRIVACY E INFANZIA E CHIEDE A INSTAGRAM DI OSCURARE IMMAGINI

    USO MINORI SUI SOCIAL VIOLA LEGGI VIGENTI

    Il test avviato da Instagram in Italia attraverso l’oscuramento del numero dei like alle foto non basta, perché non risolve problemi ben più gravi legati all’uso del noto social network.
    Lo afferma il Codacons, associazione che per prima in Italia ha sollevato il problema delle foto a scopo commerciale pubblicate da influencer e vip vari sui social, portando l’Antitrust a condannare tale forma di pubblicità occulta a danno degli utenti. E proprio il Codacons ha avviato ora una nuova battaglia contro gli influencer, puntando il dito sull’uso dei bambini nelle foto pubblicate a scopo commerciale e di lucro su Instagram o per promuovere marchi di abbigliamento o altri prodotti, presentando un esposto al Garante per la Privacy e a quello dell’Infanzia. Nel mirino dell’associazione, tra i vari personaggi citati nell’esposto, figurano anche Fedez e Chiara Ferragni, nei cui rispettivi profili social compaiono spesso immagini del figlio.
    Le foto di bambini pubblicate da note influencer e personaggi famosi violano una serie di normative nazionali e internazionali, spiega il Codacons nella denuncia: “La tutela della vita privata e dell’immagine dei minori ha trovato tradizionalmente cittadinanza, nell’ordinamento italiano, nell’art. 10 c.c. (concernente la tutela dell’immagine); nel combinato disposto degli artt. 4,7,8 e 145 del D.Lgs. 30.06.2003 n. 196 (riguardanti la tutela della riservatezza dei dati personali) nonché negli artt. 1 e 16 I co. della Convenzione di New York del 20-11-1989, ratificata dall’Italia con legge 27-5-1991 n. 176 (laddove, in particolare, l’art. 16 stabilisce che: “1. Nessun fanciullo sarà oggetto di interferenze arbitrarie nella sua vita privata, nella sua famiglia, nel suo domicilio o nella sua corrispondenza e neppure di affronti illegali al suo onore e alla sua reputazione. 2. Il fanciullo ha diritto alla protezione della legge contro tali interferenze o tali affronti”), sottolineando in modo netto come debba essere necessariamente data preminenza agli interessi e alla dignità del minore.
    Anche l’art. 8 delle Regole di Pechino, intitolato “Tutela della vita privata”, prevede che “il diritto del giovane alla vita privata deve essere rispettato a tutti i livelli, per evitare che inutili danni gli siano causati da una pubblicità inutile e denigratoria”.

    Per tali motivi il Codacons ha chiesto alla Procura della Repubblica di Roma e ai garanti della Privacy e dell’Infanzia di verificare il configurarsi di eventuali illeciti e responsabilità, disponendo il sequestro probatorio dei contenuti pubblicati sui social network che potrebbero configurare reati.
    Con una lettera a Facebook l’associazione chiede inoltre all’azienda di intervenire sospendendo la pubblicazione su Fb e Instagram di tutte le immagini ritraenti minori e diffuse in violazione della normativa vigente.

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