27 Marzo 2018

«Inspiegabile il ridimensionamento dell’ attività di andrologia urologica»

Un forte ridimensionamento dell’ attività di andrologia urologica presso il Reparto di Urologia dell’ azienda ospedaliera Garibaldi di Catania, con riduzione dell’ attività chirurgica, è stata segnalata da numerosi cittadini al Codacons Catania, che ha deciso di rendere nota la notizia.«L’ andrologia urologica – si legge in una nota del Codacons – è una branca dell’ urologia rivolta allo studio e alla terapia di patologie, primarie o secondarie che riguardano l’ apparato genitale maschile ed ha assunto negli ultimi anni notevole rilevanza sia da un punto di vista scientifico sia sociale. Per tale ragione negli Atenei di alcuni stati della comunità Europea, è stata addirittura istituita la specializzazione in andrologia urologica. Tale specialità si occupa, tra l’ altro, di patologie in grande espansione come la disfunzione erettile, l’ infertilità maschile, tumori dell’ apparato riproduttivo maschile, tutte patologie di grande interesse sociale per l’ impatto che hanno sulla qualità di vita dell’ individuo e della coppia».Istituito dall’ anno 2011 l’ ambulatorio Andrologico ha garantito una assistenza attenta e costante con cadenza settimanale e con un numero minimo di visite garantite di 3 per giornata prevista. I pazienti regolarmente prenotati attraverso numero verde aziendale, circa 150 all’ anno, vengono indirizzati all’ ambulatorio andrologico di pertinenza (infertilità, disfunzione erettile, problematiche sessuali della coppia ecc.). Tutti i pazienti che accedono al suddetto servizio andrologico, vengono presi in carico e avviati ad un iter terapeutico personalizzato,e quindi indirizzati ad una idonea terapia, medica o chirurgica. Di questi circa il 10 % lamenta disfunzione erettile di grado lieve o non valutabile con i questionari comunemente usati durante la visita. Questi pazienti, che richiedono comunque una soluzione ai loro problemi, vengono indirizzati dallo psicologo della struttura. Dei pazienti visitati per anno, circa il 35% sono affetti da disfunzione erettile grave; e quelli resistenti alle terapie di I e II livello per la disfunzione erettile, vengono avviati alla terapia chirurgica, impianto di protesi peniena idraulica tri-componente, tecnica chirurgica fiore all’ occhiello dell’ azienda sino a l’ anno scorso, da quest’ anno sospesa.Dal marzo 2008 ad oggi sono stati trattati con tale metodica circa 60 pazienti, istituendo a partire dallo stesso periodo, un apposito ambulatorio per il consueling pre-post opertatorio, dove gli stessi vengono informati, attraverso opuscoli, colloqui con lo specialista andrologo, e preparati, anche con l’ aiuto dello psicologo, ad accettare il device in oggetto per meglio usarlo, con sedute ambulatoriali dedicate eseguite nel pre-post operatorio.Dei pazienti affetti da disfunzione erettile severa, che annualmente accedono all’ ambulatorio e che verosimilmente necessiteranno della chirurgia protesica peniena, circa il 50% provengono da altre province, inviati al centro sia dai medici di medicina generale, sia da altri specialisti andrologi che non praticano tale procedura chirurgica. Tutto ciò premesso, il Codacons «chiede all’ assessore regionale alla Salute e al direttore generale dell’ Arnas Garibaldi quali motivazioni possano giustificare tale contrazione dell’ offerta specialistica in un settore così delicato e quali iniziative vogliano intraprendere per porre rimedio a queste incomprensibili disposizioni».

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