Insinna si scusa e contrattacca «Striscia fa pornografia televisiva»
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fonte:
- Il Tempo
F4così, dopo una lunga riflessione, alla fine Flavio Insinna ha sentito l’ esigenza di chiedere scusa al suo pubblico, ai fan, ai concorrenti. Lo ha fatto tramite la sua pagina Facebook in un lungo post in cui ha attaccato Striscia la notizia. Ma le polemiche suscitate dai fuori onda trasmessi dal Tg satirico di Canale 5, sulle invettive dell’ attore e conduttore contro i responsabili di Affari tuoi rei di scelte discutibili, sono destina tea rinfocolarsi. Infatti il Coda cons (coordinamento delle associazioni per la difesa dell’ ambiente e dei diritti degli utenti e dei consumatori) nella persona del presidente Carlo Rienzi ha fatto sapere, in una nota stampa: «Su Flavio Insinna la Rai deve adottare provvedimenti immediati. In caso contrario l’ azienda e i suoi vertici saranno denunciati per discriminazione sul luogo di lavoro». Secondo il Codacons la Rai ha utilizzato differenti cri teri di valutazione per Insinna e per Paola Perego. «L’ azienda ha chiuso in tutta fretta il programma Parliamone sabato utilizzando il pugno di ferro per un servizio innocuo sulle donne dell’ est, ma dimostra clemenza e solidarietà a Flavio Insinna nonostante la violenza verbale del conduttore e le gravi offese a donne e concorrenti rivolte in pubblico» spiega Rienzi. «Un comportamento inqualificabile e da “branco” che gli utenti non possono tollerare. Per questo chiediamo all’ azienda di adottare provvedimenti immediati verso Insinna; in caso contrario, saremo costretti a denunciare la rete e i vertici di Rai1 per discriminazione sul luogo di lavoro, considerato il diverso trattamento riservato a Paola Pere go», conclude Renzi. Tutto questo a sole poche ore di distanza dalla pubblicazione sulla sua pagina Face book delle scuse di Flavio Insinna. Il conduttore e attore, infatti, ha atteso qualche giorno dopo la trasmissione dei fuori onda di Striscia la notizia che ne evidenziavano i comportamenti poco educati nei ri guardi di concorrenti e addetti alla produzione. E, ieri mattina, ha deciso di affidare il suo rincrescimento ai social network: «Mi spiace e chiedo scusa a tutti, senza se e senza inutili ma. Le mie scuse sono rivolte anche a chi ha fornito immagini dal Teatro delle Vittorie e registrazioni audio prese dalle scale, frai camerini ele nostre stanze», scrive Insinna. A questo proposito Striscia aveva precisato che tutto si era svolto in studio dinanzi al pubblico. Insinna aveva continuato facendo autocritica ed ammettendo di essere molto pignolo sul lavoro ma di saper distruggere, in un istante tutto il bello che ha costruito fino a un attimo prima. «Sono bravissimo a passare subito dalla parte del torto. Odio i toni beceri ma poi sono un fenomeno a usarli. È successo tante volte (mi sono sempre scusato), potrebbe accadere ancora. Ma ci metto sempre la faccia». Infine la stoccata a Striscia: Un’ altra cosa che mi fa infinitamente tristezza, quanto le mie scenate, èche tutta questa pornografia televisiva, con filmatini e vendetta incorporata, sia fat taper cercare qualche straccio di punto di ascolto in più». Fatti davvero incresciosi dinanzi ai quali bisognerebbe fermarsi a riflettere sul ruolo della tv che riesce a stravolgere i rap Addio all’ attore e regista Toni Bertorelli. Il cardinale di «The young Pope» di Paolo Sorrentino e caratterista apprezzato di cinema e televisione è scomparso ieri a 69 anni. Era malato da tempo. Nato a Barge nel cuneese, ha esordito come attore teatrale nel 1969 e ha interpretato innumerevoli ruoli nel cinema e in televisione. La sua prima apparizione cinematografica risale al 1982 nel film «Stangata napoletana». Nel corso degli anni seguiranno numerosi altri lavori, ma è principalmente negli anni novanta che ottiene una certa popolarità frail grande pubblico, grazie a film come «Morte di un matematico napoletano» (1992) o «Pasolini, un delitto italiano» (1995), per il quale riceve anche il premio Sacher d’ oro. Al cinema ha lavorato tra gli altri con Nanni Moretti («La stanza del figlio»), Marco Bellocchio («L’ ora di religione»), Paolo Sorrentino («Il Caimano» e «The young Pope»).
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