Insalata «condita» al veleno per topi importata in Germania dall’ Italia
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fonte:
- Modena Qui
Dopo la carne di cavallo, arriva una notizia ben più inquietante: ieri pomeriggio, la Germania ha dato l’ allarme per una partita di insalata romana importata dall’ Italia contaminata da veleno per topi: sarebbero state individuate tracce di veleno «Raticid» sotto forma di piccoli granuli blu. Delle 110 cassette esportate nella regione di Reno-Meno, 105 sono state distrutte. Delle restanti cinque, una è stata venduta in un mercato della cittadina di Offenbach, e altre quattro smerciate ai consumatori da venditori ambulanti. Il commerciante tedesco all’ ingrosso Oezdemir di Francoforte, secondo quanto riportato dall’ agenzia Dpa, ha ritirato tutte le insalate del produttore «Ortofrutticola La Trasparenza». Il consiglio per eventuali acquirenti è di non consumare il prodotto o, nel caso in cui ciò fosse già avvenuto, di recarsi immediatamente in ospedale per controlli e accertamenti. Reazione immediata in Italia da parte del Codacons, che ha chiesto alle autorità sanitarie di «attivarsi con urgenza a tutela della salute dei cittadini», verificando, nello specifico, «se l’ insalata prodotta dall’ azienda italiana coinvolta nella vicenda sia commercializzata anche in Italia, e nel caso svolgere le dovute analisi per accertare eventuali contaminazioni». Il responsabile tecnico per la comunicazione dell’ azienda «Ortofrutticola La Trasparenza», intervistato da Agricolae, ha parlato di manomissione: «Qualcuno ha messo un pezzo di veleno nella cassetta di frutta», ha spiegato, dopo aver precisato che qualsiasi altra ipotesi sarebbe stata impossibile dal momento che il veleno per topi in campagna non viene usato e che, quindi, doveva essere necessariamente «un problema di passaggio, avvenuto dopo la filiera». E’ intervenuto anche il titolare dell’ azienda, con sede ad Angri, nel salernitano, respingendo ogni responsabilità: «Sono stupito – afferma Antonio La Mura -, come fanno i tedeschi a lanciare simili accuse? E perché mi tirano in ballo?». E spiega: « Infatti io non vendo direttamente la lattuga in Germania, lo faccio invece usando degli intermediari. Certamente non posso sapere dove loro tengano l’ insalata. Di certo non ho mai utilizzato veleno per topi», ha confermato. «Io faccio questo mestiere da ben trentaquattro anni e fornisco i mercati di tutt’ Italia. In Germania esporto tra i 200 e i 250 colli a volta e mai mi era accaduta una cosa simile, ma ripeto: io non c’ entro». Intanto, in Italia, Coldiretti lancia l’ allarme: «Occorre fare immediatamente chiarezza sulla reale origine della contaminazione per eliminare tutti i fattori di rischio e non mettere in pericolo il principale mercato di destinazione delle nostre verdure con un fatturato di 380 milioni di euro nel 2013, il 38% del totale esportato». Secondo Coldiretti, la priorità è stabilire in che punto della filiera sia avvenuta realmente la contaminazione, elemento chiave che potrebbe modificare le sorti dell’ export italiano. E’ poprio questo il nodo. Come infatti avviene spesso per allarmi riguardanti allergeni, metalli pesanti, e addirittura cancerogeni, trovati in strumenti per il make-up, prodotti per il corpo e anche in giocattoli, la difficoltà maggiore e avere un’ idea chiara della tracciabilità sulle materie prime del prodotto.
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