Insalata alle stelle nel giorno della protesta
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fonte:
- Il Gazzettino
La manifestazione di lotta al caro-prezzi organizzata da Adiconsum e altre cinque associazioni ha fatto registrare qualche paradossale situazione Insalata alle stelle nel giorno della protesta Pieruz: “Vittime anche i commercianti, per colpa dell`euro“. Salvò: “Conviene acquistare frutta e verdura di stagione“ Nei banchetti di piazza delle Erbe, proprio ieri nella giornata dedicata alla lotta contro il caro prezzi, un chilo di insalata di tipo “Gentile“ era venduta a 3,50 euro al chilo. Lattuga che lunedì scorso al mercato ortofrutticolo di Padova era fissata ad 1,40-1,60 euro al chilo. Un ulteriore chiarimento è dato da Paolo Martin, direttore della Coldiretti di Padova. “Acquistare un chilo di insalata Gentile direttamente dal produttore, costerebbe 0,70 centesimi“. Insomma, consumatori beffati che, ieri mattina, sono stati sostenuti nella loro battaglia contro i prezzi stellari dalla Adiconsum (in piazza dei Signori) e da Adoc, Adusbef, Codacons, Federconsumatori e Lega consumatori tutti insieme con uno stand in piazza delle Erbe. Verso le 12, ad appoggiare l`iniziativa delle varie associazioni di consumatori, sono arrivati l`assessore comunale al Commercio Ruggero Pieruz e l`assessore provinciale all`Agricoltura Luciano Salvò.“Credo che le vittime – commenta Pieruz – non siano solo i consumatori, ma anche i commercianti. L`avvento dell`euro ha portato disagi ad entrambe le categorie. Promuovere nuovamente il blocco dei prezzi, forse, potrebbe essere una soluzione“.Per Salvò, invece, la cosa più importante è informare correttamente i consumatori: “È necessaria una massiccia campagna pubblicitaria, che faccia capire ai consumatori che conviene acquistare, ad esempio, frutta e verdura di stagione, e meglio se di provenienza e qualità sicure. Solo così si potrà avere un effettivo risparmio e allo stesso tempo si potrà salvaguardare il lavoro dei produttori. Certo, l`avvento dell`euro – prosegue Salvò – ha inciso negativamente. Mi ricordo che nel 2000 per effettuare la pulizia annuale della mia caldaia pagavo 80 mila lire, adesso pago 80 euro. Praticamente il doppio, e di sicuro non si può tagliare sulle spese di controllo“.Significativi i dati forniti da Paolo Martin, per comprendere il momento no: “Nel 1991 – parlando in euro – di un euro di spesa di frutta e verdura, 30 centesimi andavano al produttore, 29 all`industria e 41 al terziario. Nel 2004, solo 19 centesimi sono andati al produttore, 30 all`industria e ben 51 al terziario“. Presenti in piazza insieme alle associazioni di consumatori i tre corpi sindacali Cgil, Cisl e Uil. In un`unica nota fanno sapere che la loro partecipazione alla lotta contro il caro prezzi è a tutela di quanti nel mondo del lavoro dipendente e dei pensionati subiscono le conseguenza di una mancanza della politica dei prezzi e delle tariffe da parte del Governo.All`ora di pranzo, le associazioni dei consumatori si sono riunite in Prefettura, per consegnare al prefetto il documento con le cinque proposte che nell`immediato il Governo dovrebbe adottare per combattere il caro prezzi. Chiedono all`Enel una riduzione delle tariffe elettriche. Quindi, la diminuzione delle accise della benzina e il potenziamento della rete Gpl e metano, il ribasso del 20 per cento delle polizze Rc auto e la riduzione dei prezzi dei medicinali. Infine, al quinto e ultimo punto, hanno chiesto al sistema bancario di astenersi da ogni aumento nei prossimi due anni, visto che negli ultimi cinque anni spese e commissioni sono già cresciute del 40 per cento.
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