2 Febbraio 2017

Inquinamento La Regione rischia di pagare 100 milioni

Inquinamento La Regione rischia di pagare 100 milioni

FEDERICA CRAVERO RISCHIA di avere un costo pesante, esageratamente pesante, la sanzione che si teme arriverà all’ amministrazione regionale per i ripetuti sforamenti dei livelli minimi di qualità dell’ aria. Secondo i calcoli fatti dagli esperti della Regione, infatti, del miliardo di euro che sarà probabilmente inflitto all’ Italia, il Piemonte dovrà pagare tra gli 80 e i 100 milioni all’ anno per tutti gli anni che impiegherà a mettersi in regola: quindi, nella peggiore delle ipotesi, anche all’ infinito. Più che sborsarla, questa somma verrà trattenuta dai fondi europei destinati alla regione. Ma, se le stime dovessero essere corrette, significa che il Piemonte azzererà i contributi allo sviluppo. Infatti la cifra stanziata per il Piemonte tra Por e politiche agricole è di 900 milioni in 7 anni, ossia meno di 130 milioni all’ anno. Non molto di più rispetto a quello che potrebbe essere trattenuto. La Corte europea si esprimerà negli ultimi mesi dell’ anno sulle due infrazioni (una per gli sforamenti di Pm10, l’ altra per quelli di biossido di azoto) ma che arrivi una sentenza di condanna è dato abbastanza per scontato. «D’ altra parte – spiega Giorgio Arduino, esperto di politiche dell’ aria per la Regione – già nel 2012 l’ Italia era stata condannata per l’ eccessivo numero di sforamenti di polveri sottili registrato nel biennio 2006-2007, ma non si era arrivati alla sanzione perché se da un lato il giudice aveva reputato blande le giustificazioni fornite dall’ Italia, dall’ altra la commissione non aveva preso atto dei miglioramenti che si erano verificati in seguito, visto che siamo passati a Torino da 200 sforamenti annuali a 86 l’ anno scorso ». Ma, visto che le infrazioni includono anche quel periodo già contestato, pensare di uscirne indenni pare una pia illusione. E, sebbene dalla condanna alla sanzione possa passare ancora un anno, per i tempi delle politiche ambientali si tratta comunque di un lampo, visto che non si riesce realisticamente a immaginare come nel 2018 il Piemonte possa scendere sotto i 35 giorni di sforamento all’ anno. Soprattutto vedendo come sta andando l’ inizio del 2017: in questi giorni in tutto il Piemonte è scattato l’ allarme smog. Ovunque il limite di 50 microgrammi è stato superato da più di una settimana e addirittura martedì praticamente tutte le città del Piemonte, Torino inclusa, sono state sopra i 100 microgrammi. Maglia nera a Novara, che per tre giorni consecutivi ha superato i 100 microgrammi per metro cubo di Pm10 (misura che blocca la circolazione dei diesel Euro 4) ma ha anche toccato il picco di 164 microgrammi. E sebbene le piogge, previste a partire da stasera, risolleveranno la qualità dell’ aria in tutto il Piemonte, l’ allerta smog resta alta fino alla fine dell’ inverno. «In questi anni le politiche hanno permesso di migliorare notevolmente la situazione – commenta l’ assessore Alberto Valmaggia – Molto è stato fatto per esempio sul piano del teleriscaldamento ». E molto altro è in programma soprattutto per disincentivare le pratiche più inquinanti: l’ obiettivo è di contrastare la diffusione dei veicoli diesel, ma anche le pratiche contadine di bruciare le sterpaglie e spandere liquami nei campi che sono subdole fonti di inquinamento. «E naturalmente si dovrebbe pensare a investimenti nel trasporto pubblico, che invece sono bloccati – attacca Arduino – E la scure sui fondi europei che potrebbe arrivare da Strasburgo non fa che peggiorare la prospettiva ». In vista della condanna del nostro Paese si è mosso anche il Codacons, che ha mandato un esposto alla Corte dei conti per chiedere che eventuali sanzioni siano pagate dagli amministratori pubblici, che non hanno previsto un adeguato piano anti-inquinamento, e non dai cittadini. ©RIPRODUZIONE RISERVATA

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