2 Dicembre 2009

Inquinamento, indagato Formigoni

Stesso provvedimento anche per il sindaco Moratti e il presidente della Provincia Podestà
Superato il livello di smog a Milano. «Non hanno bloccato il traffico»
 

 
ROMA.  Il presidente della Regione Lombardia Roberto Formigoni ha ricevuto un avviso di garanzia dalla procura di Milano dopo un esposto del Codacons per l’inquinamento atmosferico della città. Indagati anche il sindaco di Milano Letizia Moratti e il presidente della Provincia Guido Podestà. A darne notizia con una forte dose di sarcasmo condita da accuse ai pm milanesi è stato lo stesso Formigoni, che ha dato il là al rituale balletto di polemiche e accuse alla magistratura e alla sinistra da parte del Pdl, in fibrillazione per l’approssimarsi delle elezioni regionali. L’ipotesi di reato è di non aver mai bloccato il traffico a fronte del superamento dei limiti di pm10 (polveri fini) per più di 35 giorni in un anno. Formigoni. «Eccolo, eccolo il tanto agognato, scongiurato avviso di garanzia. Mi è stato recapitato stamattina sulla base di una presunta violazione dell’articolo 674 del codice penale. Ovvero "getto pericoloso di cose"» ha detto ironizzando sull’entità del reato. Poi ha proseguito: «Attendo se non a ore, a giorni, un avviso di garanzia dall’Aquila. L’accusa è di aver costruito la Casa dello studente con 128 posti letto a tempo di record, cosa di cui andrò sempre orgoglioso». Nel capoluogo abruzzese è stata infatti aperta un’inchiesta dopo che la Regione Lombardia ha costruito l’ostello in legno su un terreno privato messo a disposizione della Curia e regalato al Comune. Infine l’affondo ai magistrati: «Vuoi vedere che c’entra il fatto che siamo in campagna elettorale? Vuoi vedere che il pm oggi decide di fare come alcuni suoi predecessori che hanno sempre accompagnato le campagne elettorali di Formigoni con avvisi di garanzia?». I reati. A Formigoni, Moratti e Podestà viene contestato di non aver preso provvedimenti sul traffico, malgrado i livelli di polveri fini avessero sforato per oltre 35 giorni nell’anno. E anche se Formigoni ironizza sul tenore del reato, la situazione appare invece ben più delicata.  Il Codacons infatti negli ultimi anni ha denunciato decine di volte la situazione non solo milanese, ma anche di molte altre città, e le procure hanno sempre archiviato. A dar forza all’ultimo esposto è stato, ironia della sorte, un dossier finanziato proprio dal Comune di Milano, con cifre da brivido. Il rapporto stabilisce infatti per la prima volta un nesso tra inquinamento e ricoveri ospedalieri: nel pronto soccorso di cinque ospedali cittadini emerge che «in due anni sono stati 53.514 i casi di accesso al pronto soccorso per cause riconducibili all’inquinamento, 73 al giorno».  L’inchiesta nasce dall’opposizione all’archiviazione della denuncia presentata il 22 giugno scorso dai legali del Codacons al gip Zelante. Sono stati così effettuati nuovi accertamenti dai pm e sono partiti gli avvisi di garanzia. Il Pdl. «E la montagna partorì il topolino. Erano settimane che gli ambienti della sinistra politica ed editoriale prconizzavano un avviso di garanzia a Formigoni» dicono in una nota congiunta i coordinatori nazionali del Pdl Bondi, La Russa e Verdini. «E invece si tratta di un boomerang per i sinistri fautori della via giudiziaria. Si tratta di un dovuto avviso per una ipotesi di reato punibile al massimo con una ammenda. Se non fosse lo specchio di una ormai insostenibile caccia alle streghe, quasi scapperebbe da ridere».

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