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27 Marzo 2019

Inquinamento Fonderie Pisano Un affollamento di parti civili

 

Anche la famiglia Pisano vorrebbe chiudere subito il processo penale per i presunti reati ambientali legati al ciclo di produzione dalle Fonderie di Fratte. È stata presentata ieri al gup Maiella Zambrano dall’ avvocato Guglielmo Scarlato , a nome dei suoi assistiti, Guido , Roberto , Ciro e Ugo Pisano , istanza di rito abbreviato condizionato. La condizione posta è l’ escussione del consulente di parte sulle analisi dei fumi sprigionati dai comignoli e sui loro effetti nel circondario dello storico opificio. Il giudice si è riservato ed ha posticipato l’ accoglimento alla prossima udienza del 15 maggio. Sulla richiesta di giudizio abbreviato condizionato ha espresso parere sfavorevole la Procura. Per la pubblica accusa le relazioni dei consulenti vanno acquisite al fascicolo. Intanto, si allarga la platea delle parti civili ammesse nel procedimento. Il giudice Zambrano ha sciolto la riserva sulla costituzione del Codacons in rappresentanza di 45 cittadini salernitani. «Riconosciuta la validità delle nostre azioni in difesa dei diritti sacrosanti dei cittadini a vivere in un ambiente salubre – scrive l’ avvocato Matteo Marchetti del Codacons – Per i 45 cittadini da questo momento parti civili si apre anche la strada che può portare all’ ottenimento del risarcimento del danno per aver subito l’ inquinamento». Quello alle Fonderie Pisano sarà ricordato come il “maxiprocesso” delle parti civili. Non si ricorda, infatti, un numero così alto di persone fisiche e giuridiche costituitesi in un procedimento per reati ambientali nella provincia di Salerno. Ad aprire l’ elenco c’ è il Ministero dell’ Ambiente. Poi i tre Comuni: Pellezzano, Baronissi e Salerno (che deve integrare la documentazione). A questi si aggiungono le associazioni che operano nel settore della tutela ambientale, Legambiente regionale e il Wwf nazionale. L’ elenco prosegue con gli enti non profit che si occupano di salute, Medicina Democratica e il comitato dei residenti “Salute e vita”: quello che ha sollevato il problema del presunto inquinamento delle Fonderie e delle potenziali (ma non accertate) conseguenze sulla salute dei cittadini e l’ ambiente. Ultimo, ma solo in ordine di arrivo, c’ è il Codacons. A rischiare il processo, oltre agli imprenditori salernitani, c’ è la persona giuridica della “Spa” (Società per azioni) titolare delle Fonderie. Con i Pisano sono imputati il dirigente pubblico Antonio Setaro di Teggiano (che ha preannunciato il ricorso ad un rito alternativo) e l’ ingegnere milanese Luca Fossati . Anche loro si sono fatti avanti per il giudizio abbreviato, formulando richiesta in tal senso. Tutti rispondono, a vario titolo, di “deturpamento e compromissione significativi e misurabili dell’ aria e delle acque del fiume Irno”, scarico di “inquinanti anche pericolosi”, falsi e abuso nell’ autorizzazione integrata ambientale, danneggiamento dell’ aria da Fratte, «fino a Pellezzano». Massimiliano Lanzotto ©RIPRODUZIONE RISERVATA.
massimiliano lanzotto

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