1 Dicembre 2009

Inquinamento, avviso di garanzia per Formigoni

Il presidente della Regione Lombardia, Roberto Formigoni, ha ricevuto un avviso di garanzia stamane nell’ambito in un’inchiesta su ambiente e inquinamento. Lo ha detto lo stesso Formigoni in una conferenza stampa. «Il tanto desiderato avviso di garanzia mi è stato consegnato stamattina sulla base di una presunta violazione dell’articolo 674 codice penale. Ovvero getto pericoloso di cose», ha dichiarato il presidente della Lombardia a margine di una conferenza stampa al palazzo Pirelli, sede della Regione Lombardia. Il reato prevede una pena massima di un mese d’arresto o un’ammenda di 206,58 euro. «Finalmente hanno trovato come incastrare il presidente della Regione Lombardia» ha detto. Formigoni ha quindi ricordato che per una denuncia di un’associazione, sempre in relazione all’inquinamento dell’aria, un pubblico ministero di Milano aveva archiviato il caso. «Altri tentativi – ha spiegato Formigoni – erano stati compiuti nei confronti miei e di altri sindaci di Milano ma il pubblico ministero di allora aveva dichiarato che dalla documentazione era emerso che la Regione aveva fatto tutto ciò che era necessario per contenere e prevenire l’inquinamento anche attraverso il blocco del traffico». «Perché – ha chiesto Formigoni – questo diverso comportamento? Vuoi vedere che c’entra il fatto che siamo in campagna elettorale? Vuoi vedere che il pm oggi decide di fare come alcuni suoi predecessori che hanno sempre accompagnato le campagne elettorali di Formigoni con avvisi di garanzia? Ricordo di aver affrontato dieci processi e di essere sempre stato assolto». Il presidente della Lombardia ha quindi definito l’informazione di garanzia «una farsa» e sottolineato che «ogni giorno in Regione vengono richiesti documenti per dei controlli. La Regione Lombardia è limpida. Da ciò che si capisce questa informazione di garanzia arriva perché dopo la denuncia di un’associazione è necessario acquisire dei documenti. Mi chiedo se non era possibile fare come le altre volte, acquisire le carte senza l’informazione di garanzia». Insieme a Formigoni hanno ricevuto l’avviso di garanzia dalla Procura di Milano anche il sindaco Letizia Moratti (ma il suo portavoce ha dichiarato che la notifica non è stata ricevuta) e il presidente della Provincia Guido Podestà.  Secondo l’accusa nata da due esposti del Codacons i pubblici amministratori in virtù dell’incarico ricoperto avrebbero dovuto impedire l’emissione di polveri sottili oltre il tetto consentito dalla norma.  Sempre secondo il Codacons il tetto del "Pm10", le cosiddette polveri sottili, sarebbe stato superato un’ottantina di volte nel 2009, in numero ancora superiore all’anno precedente. Il procuratore aggiunto di Milano Nicola Cerrato spiega che si tratta di «accuse ancora da verificare». Il magistrato inoltre dice che l’avviso di garanzia è un atto dovuto anche per consentire alle persone coinvolte nell’inchiesta di difendersi adeguatamente. Dopo il primo esposto la Procura aveva chiesto l’archiviazione ma il gip Marina Zelante aveva rigettato la richiesta dei Pm ordinando nuovi accertamenti, proprio in relazione al superamento del tetto delle polveri sottili.  Una decina di giorni fa arriva il secondo esposto sempre dal Codacons. Di qui l’atto dovuto degli avvisi di garanzia inviati a Formigoni, a Podestà e alla Moratti.

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