6 Giugno 2007

INQUIETANTI DATI DELL oms

INQUIETANTI DATI DELL oms Il 20% dei decessi nel Belpaese è collegato agli effetti dell inquinamento ambientale

Di inquinamento si muore. E i dati sono davvero inquietanti: il 20% della mortalità nel nostro Paese è legato proprio all ambiente malsano. Sotto accusa soprattutto il traffico che rappresenta il 60% dell inquinamento in generale, con punte dell 80% in alcune città: le polveri sottili sono uno dei fattori più dannosi per la salute e in Pianura Padana presentano una delle più alte concentrazioni d Europa. Si pensi che i livelli indicati dalle linee guida sono di 10 microgrammi per metro cubo, mentre qui si registrano valori che vanno dai 35 a 45, cioè tre volte superiori a quelli considerati accettabili. Non solo: un recente studio dell Organizzazione mondiale della sanità (Oms) sulle 13 più grandi città italiane ha stimato che, tra il 2002 e il 2004, una media di 8.220 morti l anno sono da attribuire proprio agli effetti di queste polveri. Tra le città europee con concentrazioni più elevate di micropolveri, ci sono Milano e Torino. L`inquinamento da particolato fine – spiega Roberto Bertollini, direttore Centro Ambiente e salute Oms Europa, – preoccupa molto per la salute perchè queste sostanze sono così piccole da entrare nel sangue, riuscendo arrivare a tutti gli organi“. Tutte le aree urbane italiane risentono del fenomeno. “Il problema delle polveri sottili – sottolinea Ermete Realacci, presidente della VIII Commissione della Camera dei deputati Ambiente, territorio e lavori pubblici – riguarda tutto il Paese. Le leggi ci sono: abbiamo le norme fissate dall Ue. Purtroppo, però, non sempre ci sono adeguati strumenti per dare concrete risposte operative. Per affrontare questo tema, infatti, è necessario agire su molti fronti. Uno dei più importanti è quello del trasporto. Tra le misure necessarie, ad esempio, il potenziamento del trasporto pubblico e la limitazione di quello privato. E questo significa anche risorse“. Dal canto suo il rappresentante dell Oms, Bertollini, invita a seguire l esempio della maggioranza dei Paesi europei che hanno costituito organismi istituzionali, come per esempio Agenzie ad hoc, per valutare e monitorare le politiche ambientali. Per gli esperti del Cnr, conoscere meglio le reali condizioni d inquinamento del territorio e i rischi per la salute che ne derivano è ormai una necessità. “Quello che proponiamo – ha spiegato Bianchi – è un vero e proprio sistema di biomonitoraggio. Oggi, infatti, non abbiamo abbastanza informazioni. Manca, poi, una misurazione dei miglioramenti ottenuti dopo le bonifiche delle aree inquinate“. A seguito dei dati allarmanti resi noti dal Cnr, il Codacons ha chiesto al ministro dell`Ambiente Pecoraro Scanio di modificare urgentemente la normativa vigente, in particolare il Decreto Ministeriale 2 aprile 2002, n. 60, obbligando i sindaci ad introdurre automaticamente il provvedimento delle targhe alterne ad ogni superamento delle soglie limite degli inquinanti.

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