28 Maggio 2005

INIZIATIVE STRAORDINARIE CONTRO ABUSI E CORRUZIONE


“Non è la normalità ma non è nemmeno un caso isolato“: Francesco Storace, fresco neo ministro della Sanità dopo aver governato per una legislatura la regione Lazio, esponente di An, assicura che la campagna “taglia liste d`attesa“, quella che ha provocato interrogativi e resistenze da parte delle Regioni quando è partita, andrà avanti. E chiede ai Governatori “collaborazione, nell`interesse di tutti“. Anche per “autotutela“ delle istituzioni visto che “non è pensabile che Bassolino sapesse cosa faceva il primario del Cotugno arrestato a Napoli“: “Estirpare la pianta del malaffare è interesse di tutti. Sono pronto a collaborare, quel che non si può pretendere è che il ministro se ne stia con gli occhi chiusi“. Ministro, si è messo a fare il poliziotto negli ospedali? “Questa è una sciocchezza che sostiene l`onorevole Bindi. Lei ha detto anche che c`era un altro ministro che si vantava di mandare in giro i Nas fino a quando sono arrivati i Nas a casa sua. Era De Lorenzo. Una caduta di stile assolutamente straordinaria“. Ha un rapporto decisamente complicato con l`ex ministro della Sanità Rosi Bindi. Vi beccate regolarmente e poi, altrettanto regolarmente, fate pubblicamente pace. Forse è il caso che ne veniate a capo… “Mi dispiace, perché è una persona che stimo. Ma, ripeto, in questo caso ha avuto decisamente una caduta di stile. In certi casi è meglio tacere“. Comunque, i Nas negli ospedali l`ha mandati. “I Nas sono andati su mia iniziativa perché c`è un problema liste d`attesa e vogliamo verificare e capire cosa succede. Per poter risolvere il problema“. Com`è che i Nas hanno comunicato l`arresto a lei e che lei l`ha annunciato a Berlusconi in Consiglio dei Ministri? “Non ho mica violato qualche segreto istruttorio. E non l`hanno violato i Nas che sono dipendenti dal ministero. Io ricevo rapporti quotidiani sulle loro azioni“. Secondo lei il caso del primario napoletano è isolato o la corruzione per saltare le file lunghissime è una pratica diffusa? “Io spero che non sia diffusa. Sicuramente non è isolata. In questo i Codacons non hanno certamente torto. Credo che si tratta di avere il coraggio di estirpare il malaffare là dove c`è“. Come si fa? “Di questo voglio parlare innanzitutto con le Regioni che credo debbano correggere un po` il tiro“. In che senso? “Ieri (giovedì per chi legge, ndr) ho ricevuto una lettera, con una richiesta di incontro, da parte del presidente Errani, in cui si dice che in pratica l`indagine avviata da me serve solo a raccogliere informazioni. Se avesse aspettato ventiquattr`ore forse non si sarebbe limitato a questo e avrebbe scritto cose diverse. Però, detto questo, penso che con le Regioni occorra collaborare. Prendendo atto che quello delle liste è un problema che riguarda tutto il territorio nazionale. E che bisognerà probabilmente pensare a qualche forma di iniziativa straordinaria“. Cosa vuol dire iniziativa straordinaria? “Lo dico prima alle Regioni per una forma di elementare rispetto e collaborazione istituzionale“. Vuol dire azzerare le liste? Avocarle al Ministero o alle Regioni? Anticipi qualcosa. “Non dico una parola di più. Prima parlo con loro e poi verifichiamo se ci sono spazi per delle iniziative. Può anche darsi che le facciano loro delle proposte“. Secondo lei le liste d`attesa sono lunghe perché c`è il malaffare o, al contrario, c`è il malaffare perché le liste sono lunghe e, dunque, offrono spazi alla corruzione? “Il rapporto causa ed effetto è difficile stabilirlo. Ma dire che la lunghezza delle liste è proporzionale al malaffare equivarrebbe a dire che siamo un Paese di delinquenti. E io non ci credo. Credo, anzi, che la categoria dei medici ospedalieri faccia il suo dovere, anche di più rispetto a quel per cui è pagata. Poi ci sono anche dei delinquenti, come in ogni settore della società civile. E questi vanno perseguiti“. Cosa chiede, per questo, alle Regioni? “Collaborazione. Senza sentirsi sotto accusa. Proprio quando è iniziata questa fase di indagine sulle liste ho scritto innanzitutto ai presidenti di Regione chiedendo disponibilità. Anche perché credo – l`ho scritto nella lettera che ho mandato a tutti – che le responsabilità dei singoli non possono cadere sulle amministrazioni. Il caso tipico è proprio questo di Napoli: è difficile pensare che Antonio Bassolino sapesse cosa faceva questo primario. Si tratta di avere il coraggio di affrontare la questione senza guardare in faccia a nessuno. Anche come autotutela delle istituzioni, dobbiamo collaborare per evitare il danno di immagine alle amministrazioni e al Paese“. Chiede collaborazione. E cosa offre in cambio? “La soluzione del problema. Cosa devo offrire?“. Torniamo al punto di partenza: quale è la soluzione del problema? “Quella che dobbiamo discutere tutti insieme. E offro proprio la disponibilità a discuterne tutti assieme. Quel che non si può pretendere è che il ministro se ne stia con gli occhi chiusi“.

Previous Next
Close
Test Caption
Test Description goes like this
WordPress Lightbox