Iniziativa della Confesercenti. Intesa non ci sta
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fonte:
- Gazzetta del Sud
Prezzi fermi per tre mesi Il 16 sciopero dei consumi
ROMA ? Le associazioni dei consumatori reclamano una «terapia d`urto», la Confesercenti lancia la campagna «spesa amica», gli agricoltori della Cia chiedono un «patto» per frenare i rincari. L`incubo carovita non dà pace ai cittadini, mentre il timore di una nuovo freno ai consumi fa mobilitare commercianti e produttori. Le prime ad affilare le armi per dare battaglia a chi ha speculato sull`entrata in vigore dell`euro sono le associazioni dei consumatori. La parola d`ordine che viaggia via sms è: «Prezzi alti? No cumprà». In sostanza una giornata di sciopero della spesa fissata per il 16 settembre da tutte le varie sigle che chiedono di boicottare distributori di benzina, negozi, ristoranti, bar, pizzerie e studi professionali che hanno attuato «aumenti speculativi». Ma al di là di azioni dimostrative ciò che più preme ai consumatori è ottenere un incontro con il governo a cui vogliono chiedere di adottare «misure immediate» (soprattutto sulla benzina) per ridurre il rischio di ulteriori aumenti dei prezzi nei mesi di settembre e ottobre e di predisporre «interventi strutturali a lungo tremine» perchè, spiega Intesa consumatori, «ora più che mai è necessaria una terapia d`urto». Un ramoscello d`ulivo lo offre intanto la Confesercenti che ha promesso di congelare fino al 31 dicembre i prezzi di 45 prodotti di largo consumo. «Si tratta di una campagna anti-inflazione ?spiega il presidente Marco Venturi ? finalizzata ad aiutare le famiglie in difficoltà». La Confesercenti boccia invece l`inziativa del ministro delle Attività produttive che ha proposto alla grande distribuzione di bloccare i prezzi fino a Natale in cambio della liberalizzazione dei saldi e degli orari di lavoro. «L`operazione ? dice Venturi ? ha il solo intento di favorire gli ipermercati». La proposta Marzano piace poco anche a Intesa consumatori che boccià però anche l`iniziativa della Confesercenti: «Bloccare i prezzi non basta più, occorre una loro sensibile riduzione per salvare il potere d`acquisto delle famiglie». La prima cosa che il governo dovrebbe fare, dice Paolo Landi, prediente dell`Adiconsum, «è ridurre il prezzo di gasolio e benzina di 5 centesimi diminuendo le accise». Contro questo tipo di intervento fiscale torna però a tuonare la Commissione europea: «Non si può giocare con le accise ? sottolinea il il vice presidente Loyola De Palacio ? Potrebbero essere ridotte entro i minimi europei, ma per farlo visogna valutare la questione dal punto di vista degli aiuti di Stato ner cui occorre l`unanimità dell`Ecofin. E anche in questo caso Bruxelles sarebbe contraria». Fra le tante iniziative si inserisce anche quella degli agricoltori della Cia che per bloccare i rincari propongono un «patto» tra tutti i soggetti della filiera, i consumatori, il governo e gli enti locali. «Sul problema dei prezzi ? spiegano ? si continua a fare solo demagogia con proposte bizzare che creano confusione. Bisogna invece affrontare con serietà quella che è orami diventata una drammatica emergenza nazionale».
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