Iniziano i saldi, affari a metà
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fonte:
- Cronache di Napoli
NAPOLI – Sono iniziati ieri i saldi estivi, a Napoli come in tutta Italia: in Campania si concluderanno il 30 agosto. La novità di quest’ anno è che i saldi estivi sono partiti contemporaneamente in tutte le regioni ma termineranno in periodi diversi. Numerosi gli sconti soprattutto per quanto riguarda il settore abbigliamento: da 30 a 60 sono le percentuali dei risparmi per gli acquirenti. Secondo una indagine della Unione Nazionale Consumatori, è prevista una leggera discesa degli sconti rispetto al periodo di gennaio: sembra infatti che i commercianti, a seguito di una lieve ripresa dei consumi, abbiano iniziato a diminuire gli sconti. Sempre la stessa indagine fa emerge poi che gli sconti solitamente pubblicizzati in vetrina e di solito molto alti, intorno al 70%, non corrispondano poi a effettivi risparmi. “Sono dei finti sconti – dice Clo rinne, che spesso fa acquisti in via Scarlatti al Vomero – mettono in vetrina anche il 70% di sconto sui prodotti ma i prezzi restano comunque alti, succede cosi ogni anno ovunque in questo periodo”. La popolare via del Vomero è in questi giorni presa d’ assalto dalle numerose persone a caccia di affari, molti vengono anche da lontano per cercare di accaparrarsi soprattutto vestiti a prezzi ribassa ti: “Vengo dai Camaldoli apposta per trovare qualche affare – dice Nunzia – ma oggi è davvero impossibile, c’ è moltissima gente e non sempre è facile acquistare, spero che nei prossimi giorni la folla diminuisca”. Anche Roberto, del Vomero, è preoccupato dalla grande folla e dagli sconti non sempre veritieri: “Rispetto all’ anno scorso non è cambiato molto – dice – gli sconti sono sempre più o meno gli stessi, ma non sono veri saldi, in questo periodo i commercianti puntano soprattutto ad impressionare i clienti, credo i veri risparmi si faranno più in là”. Disinteressate, invece, all’ assalto ai negozi sono Roberta e Cristiana: “Non ci piace partecipare a questo assalto di inizio estate. Preferiamo goderci la città”. Sempre più commercianti anche secondo le indagini dell’ Unione Consumatori, ritoccano il prezzo originale cosi da alzare la percentuale di sconto e invogliare il cliente a comprare. Una pratica legale, ma che trae in inganno chi è alla ricerca di affari. In molti criticano inoltre le modalità e i tempi con cui vengono effettuati questi saldi di stagione: “Dovrebbero diluirli in vari periodi più lunghi durante l’ anno e non concentrarli solo in due periodi, anche se non sono molto brevi – dice infatti Elena – in que sto modo si metterebbero prezzi più equi e senza arrivare subito al 50% dello sconto, molte volte non si conosce neanche il prezzo originale, ci dobbiamo fidare”. Se da un lato chi compra critica il modo in cui vengono espressi i saldi, dall’ altro, i commercianti registrano un fenomeno che sta diventando sempre più popolare: “Moltissimi entrano nel negozio, guardano, provano ma poi non comprano – spiega Massimiliano, commerciante di via Scarlatti d’ altronde non è il primo anno che notiamo che molti vengono solo a dare uno sguardo, noi facciamo il possibile con i prezzi, ma la gente non compra più come tempo fa”. Che i tempi siano duri, per clienti e commercianti, non c’ è dubbio, ma gli esercenti assicurano di mantenere un occhio di riguardo: “Soprattutto in questa zona, cerchiamo di uniformare gli sconti spiega Alberto, che ha il negozio sempre in via Scarlatti – con oggi siamo partiti bene, ci aspettavamo un po’ più di guadagni ma può andare bene anche cosi. Nei prossimi giorni i prezzi si stabilizzeranno e le persone saranno più invogliate a venire a comprare: tra gli articoli più venduti ci sono i capi di abbigliamento femminili ma anche le scarpe”. Il Codacons in questi giorni ha realizzato un vademecum per evitare le truffe da saldi. Uno dei consigli è quello di evita re i negozi in cui si richiede solo il pagamento in contanti: molte volte le truffe dalla mancata chiarezza nel pagamento. Anche per quanto riguarda lo scontrino e il cambio della merce il Codacons ha rilasciato dei consigli: è sempre bene infatti conservare la ricevuta, in quanto non è vero che la merce in saldo non si possa cambiare. Il negoziante infatti è obbligato a sostituire l’ articolo difettoso o, qualora fosse terminato, a restituire il denaro speso, entro due mesi. © RIPRODUZIONE RISERVATA.
mario de angelis
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