11 Aprile 2021

Iniezioni di Pasqua, blitz alla Regione Acquisiti i nomi di 6mila vaccinati

 

di Angela Balenzano BARI – A volerci vedere chiaro sui vaccini anti Covid somministrati ai caregiver e sulle segnalazioni sui presunti infiltrati negli hub vaccinali nelle giornate di Pasqua e Pasquetta, sono ora i carabinieri del Nas. Per questo nella giornata di venerdì sono andati negli uffici della Regione Puglia per acquisire gli elenchi dei vaccinati in quelle due giornate. Oltre seimila nomi da esaminare e da incrociare con i codici fiscali, le autocertificazioni consegnate ai responsabili dei centri vaccinali e le documentazioni relative alle persone con disabilità mostrate dai caregiver per ricevere il siero. Perché, è bene ricordarlo, i vaccini somministrati nel week end di Pasqua erano destinati ai caregiver e ai familiari di conviventi (e non) under 16 con disabilità grave, anche se la Regione Puglia, in un secondo momento, aveva allargato le maglie comunicando la possibilità di «estendere la vaccinazione ai caregiver e ai familiari conviventi maggiori di 16 anni in condizioni di disabilità grave». In questo modo la possibilità di una dose del vaccino anti Covid era stata estesa anche ai parenti che assistono i disabili che hanno più di 16 anni. Fino alle persone anziane.
L’inchiesta
Intanto le indagini dei carabinieri del Nas, coordinate dal pm Baldo Pisani, si sono allargate alla fase due della campagna vaccinale: fino a qualche giorno fa le indagini riguardavano invece unicamente la fase uno, cioè le vaccinazioni destinate a personale sanitario e ospiti della Rsa fatte nel mese di gennaio. Sono già stati acquisiti tutti gli elenchi delle persone che hanno ricevuto la prima dose per verificare eventuali anomalie. A partire da febbraio, poi con l’allargamento delle somministrazioni a numerose altre categorie professionali e fasce di età, l’indagine penale procede su specifiche segnalazioni. Nell’inchiesta al momento non è stato ipotizzato alcun reato, ma quelli possibili potrebbero essere il falso o l’abuso d’ufficio. Nelle scorse settimane il pm inquirente ha acquisito il piano vaccinale regionale ed ha ascoltato come persone informate dei fatti l’assessore alla Salute Pier Luigi Lopalco e il coordinatore del Nirs, il Nucleo ispettivo regionale sanitario, l’avvocato Antonio La Scala, che su delega del presidente Emiliano sta svolgendo parallelamente gli stessi accertamenti.
Il Financial Times cita la Puglia come esempio negativo
Dell’inchiesta pugliese sui vaccini si è occupato anche il Financial Times che parla «delle 140mila persone classificate come operatori sanitari prioritari ma in migliaia sembravano non avere legami con il settore sanitario». Nell’articolo vengono anche riportate le dichiarazioni dell’avvocato La Scala, soprannominato lo 007 dei vaccini. «Abbiamo scoperto che molte persone ricevevano dosi senza alcun diritto: amici di amici, colleghi, genitori». Alla fine della scorsa settimana – scrive ancora il Financial Times – «il 98% delle persone in Puglia di età compresa tra 70 e 79 anni stava ancora aspettando una prima dose, insieme a quasi la metà degli ultraottantenni». Sul caso dei vaccinati fuori lista in Puglia il Codacons ha presentato un esposto in Procura «chiedendo di aprire una approfondita indagine volta a verificare l’operato della Regione Puglia e delle Asl territorialmente competenti in ordine al mancato rispetto del piano vaccinale».
No alla categoria «altro»
Intanto il commissario straordinario per l’emergenza sanitaria, Francesco Figliuolo ha detto basta con la categoria dei vaccinati anti Covid sotto la voce indefinita «altro». E il dipartimento per la salute della Regione Puglia ha rivolto un «richiamo» scritto sulla corretta registrazione dei dati ad Asl, aziende ospedaliere-universitarie, Irccs pubblici e privati. Tutti sono invitati «al fine di aderire alla richiesta – è scritto nella circolare inviata due giorni fa dal direttore Vito Montanaro – a provvedere alla bonifica dei dati delle posizioni soggettive registrate con la voce «altro».

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