23 Marzo 2013

Ingroia ricomincia da Aosta (e dal sit-in antiberlusconiano)

Ingroia ricomincia da Aosta (e dal sit-in antiberlusconiano)

       

«Nessun esilio, nessuna punizione. Applicano la legge che è uguale per tutti e domani lo ricorderemo in piazza». Questo il cinguettio su Twitter di Antonio Ingroia in merito alla decisione della terza commissione del Consiglio superiore della magistratura di proporre al plenum la sua ricollocazione in ruolo, con funzioni di giudice, presso il tribunale di Aosta. La città di Aosta è infatti l’ unica sede d’ Italia nella quale, in virtù dell’ autonomia regionale e dei pochi voti ipotizzabili, la lista di Rivoluzione civile non è stata presentata. È vero però che l’ ex pm di Palermo al momento è ancora in attività politica: oggi ad esempio, come ha annunciato, sarà in piazza Santi Apostoli a Roma per partecipare alla contro -manifestazione indetta dalla rivista Micromega per l’ ineleggibiltà di Silvio Berlusconi, in contemporanea al raduno del Pdl. È pur vero che Ingroia ha avuto finora un atteggiamento altalenante sul suo futuro: prima delle elezioni diceva che se non eletto sarebbe volentieri tornato in Guatemala a riprendere la missione che l’ Onu gli aveva affidato per combattere il narcotraffico, dopo il nulla di fatto nelle urne per la lista con il suo nome aveva invece detto di voler rimanere comunque in politica, in vista forse di un ritorno al voto in tempi relativamente brevi. Ora la proposta annunciata dalla terza commissione del Csm di un suo ricollocamento in magistratura lo pone di fronte a una scelta netta: abbandonare o no la toga. Il vicepresidente di Palazzo Marescialli Michele Vietti sottolinea come nel riassegnargli le funzioni di giudice ad Aosta non vi è «nessun intento punitivo, né una volontà ritorsiva», ma si tratta invece solo di «una normale applicazione delle regole». La commissione dell’ organo di autogoverno dei magistrati, sottolinea ancora Vietti, «ha chiarito che l’ unica circoscrizione in cui questo magistrato non si era candidato era quella» di Aosta e «le norme sono chiare, non si può tornare dove ci si è candidati». L’ offerta individuata dalla commissione, che dovrà essere ratificata dal plenum nelle prossime settimane, è dunque, «rispettosa della normativa e non troppo penalizzante per il magistrato». «Lo dico da piemontese – ha chiosato poi Vietti, in margine a una conferenza sui rapporti Italia -Russia – Aosta è un bel posto ed è noto che sia in Piemonte che in Val d’ Aosta vi sono forti infiltrazioni di associazioni criminali, in particolare del la ‘ndgrangheta». Ingroia – ha quindi messo in chiaro Vietti – dovrà attendere cinque anni prima di poter chiedere il trasferimento da quella sede. Un commento scherzoso alla vicenda arriva anche dal questore di Aosta, Maurizio Celia: «Comunque Aosta è sempre più vicina del Guatemala, si mangia meglio e la gente è più affidabile», ha scritto su Twitter il questore. Celia, originario di Catania, augura pertanto al magistrato un «benvenuto al Nord». Contro l’ eventuale ritorno in magistratura di Ingroia si schiera invece, ancora una volta, il Codacons, che già aveva contestato il passaggio alla politica dell’ ex procuratore aggiunto di Palermo. L’ associazione dei consumatori ha annunciato l’ intenzione di impugnare davanti al Tar del Lazio la delibera con la quale la terza commissione del Csm ha proposto al plenum la ricollocazione di Ingroia al tribunale di Aosta con funzioni di giudice. «È gravissima e lede i più basilari principi costituzionali», afferma l’ associazione dei consumatori, che al tribunale amministrativo già aveva presentato ricorso – tuttora pendente – contro la scelta di Ingroia di entrare in politica con Rivoluzione Civile. «I magistrati non possono passare dal mondo della giustizia a quello politico per poi tornare a fare i magistrati – commenta il presidente del Codacons, Carlo Rienzi -perché le informazioni acquisite nel corso dell’ attività di pm potrebbero essere utilizzate a fini politici, mentre l’ imparzialità del loro operato non sarebbe più garantita in caso di rientro in magistratura».
        

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