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11 Luglio 2019

«Ingressi Ztl, multe legittime» Valanga di ricorsi dietro l’ angolo

bocciata dal ministero la dicitura varco attivo, il comune corre ai ripari
«Le multe elevate fino a oggi non saranno annullate, non si può» dice l’ assessore al Traffico, Marco De Matteis. Ma la questione, prosegue, «è già all’ esame dell’ Avvocatura comunale». Il tema è quello della segnaletica verticale, luminosa, sistemata agli otto varchi di accesso alla Zona a traffico limitato della città. Secondo una circolare inviata ai Comuni lo scorso 28 giugno dal ministero dei Trasporti, la scritta Varco attivo che compare sui cartelloni luminosi all’ ingresso della Ztl, è illegittima, perché poco chiara, equivoca. La parola varco, nella lingua italiana, significa infatti passaggio e, dunque, ingenera dubbi e fraintendimenti negli automobilisti. Va sostituita con la dicitura Ztl attiva, da riportare in rosso, e Ztl non attiva, da riportare in verde quando l’ accesso è libero e le auto possono transitare senza il rischio di vedersi recapitare a casa una multa. Per il Codacons, «il Comune deve interrompere l’ iter di notifica dei verbali emessi per violazione dei varchi, annullandoli de plano e in autotutela». Ma l’ assessore replica che «annullare i verbali non è consentito, specie in via retroattiva». De Matteis chiarisce poi che, già dallo scorso dicembre, il dirigente del settore Traffico Fernando Bonocuore aveva preso in carico il problema, chiedendo all’ impresa Kapchs – che si occuperà, in regime di proroga, ancora per sei mesi della manutenzione della segnaletica verticale ai varchi – di correggere le scritte luminose, sostituendo Varco attivo con Ztl attiva. L’ adeguamento avverrà «nel più breve tempo possibile», mentre l’ Avvocatura si occuperà di capire «quanto tempo abbiamo a disposizione per adeguarci alle direttive ministeriali – aggiunge l’ assessore – atteso che, il prossimo gennaio, ci sarà l’ affidamento del nuovo servizio». Grazie al nuovo appalto, le scritte saranno non solo corrette, ma anche riportate nel giusto colore e tradotte in inglese, a beneficio dei turisti che raggiungono Lecce con l’ auto e nel rispetto delle direttive del ministero dei Trasporti per le città turistiche. Nonostante i propositi di celerità espressi da De Matteis, però, il rischio che il Comune venga sommerso da una valanga di ricorsi è dietro l’ angolo. Le linee guida del ministero sono figlie proprio delle numerose sentenze dei giudici di pace italiani che, in questi anni, hanno accolto i ricorsi presentati da turisti e cittadini che entravano nelle Ztl convinti di poterlo fare, tratti in inganno dalla frase Varco attivo. E ora, gli automobilisti potranno portarle davanti ai giudici, a supporto dei loro ricorsi. Per capire l’ entità del problema, basti dire che un terzo di tutte le multe comminate in città riguardano proprio gli accessi e la sosta non autorizzati all’ interno della Zona a traffico limitato. Delle oltre 120.000 multe elevate nell’ arco di un anno solare, ben 30.000 sono state fatte o con il diretto intervento dei vigili urbani o con le telecamere poste ai varchi d’ accesso al centro storico. Ogni verbale vale 126 euro per le casse comunali. In tutto, quindi, tre milioni 785mila e 418 euro di incassi (al netto di quelle contestate, ndr). Studiare la questione e stabilire come procedere è essenziale anche per evitare, come avvenuto in passato, che l’ applicazione di linee guida e circolari ministeriali generi lunghi contenziosi nei quali, alla fine, il Comune risulti poi perdente. È il caso, per esempio, degli 8.000 verbali inviati dal 2015 in poi e pagati con bonifico bancario. In qualche caso, la valuta del bonifico consentiva l’ effettivo incasso del pagamento solo dopo la scadenza dei cinque giorni previsti per il saldo con lo sconto del 30%. La Municipale, quindi, faceva comunque partire la notifica del verbale, comprensiva di interessi e sanzioni e i cittadini si ritrovavano a doverli pagare, nonostante avessero effettivamente fatto il versamento delle somme richieste nei tempi previsti dalla legge. L’ allora Giunta Perrone scelse di sospendere in autotutela soltanto una parte degli 8.000 verbali interessati al problema, cioè quelli antecedenti l’ 1 febbraio del 2015. Lo fece appellandosi ad alcune, contraddittorie circolari ministeriali che, a dire dell’ amministrazione, obbligavano l’ ente a sanzionare chi pagava in ritardo. I consumatori impugnarono quel provvedimento e, lo scorso maggio, il Tar ha dato loro ragione. Codacons e Adusbef, infatti, si sono già dette pronte a chiedere al Comune il risarcimento per tutti gli automobilisti coinvolti in quella faccenda. Che, ora, ci si augura di non vedere replicata.
paola ancora

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