Ingiusto il distacco dell`Enel
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fonte:
- Corriere Adriatico
L`incomprensibile vicenda vissuta dal maceratese Sergio Tombesi “Ingiusto il distacco dell`Enel“
MACERATA – Sergio Tombesi, maceratese non vedente da un occhio e ipovedente dall`altro, dopo aver cambiato abitazione nel maggio 2004, riceve dall`Enel, nel marzo 2005, una bolletta di conguaglio da 396 euro. Un importo inspiegabile. Così scopre facilmente l`errore dell`Enel: per loro, forse confondendolo con il vecchio proprietario, è un non-residente e, quindi, paga tariffe maggiori. Tombesi contatta il call center dell`Enel che gli chiede un fax in cui autocertifica di essere residente. E Tombesi adempie. Dopo alcuni giorni, continua il racconto dell`avvocato Corrado Canafoglia, l`Enel invia per posta un modello in cui viene richiesta nuovamente l`autocertificazione. E Tombesi esegue, ma dopo una settimana giunge un sollecito di pagamento per la precedente errata bolletta. Il maceratese ritelefona al call center e scopre che è già iniziata la procedura di distacco per mancato pagamento: gli consigliano, quindi, di pagare per evitare l`interruzione del servizio e poi di chiedere il rimborso. E così Tombesi decide di pagare. Poi telefona per comunicare l`avvenuto pagamento. Dal call center gli chiedono via fax le prove del versamento. Tombesi, a questo punto, evidenzia il suo handicap e come il semplice invio di un fax sia per lui un`operazione particolarmente complessa. Ma questo, per l`Enel è un problema secondario e gli viene detto che essendo iniziata la fase del distacco è richiesto l`invio della prova dell`avvenuto pagamento, pena un distacco automatico. A questo punto Tombesi decide di rivolgersi al Codacons. . “E` incredibile – afferma l`avvocato Canafoglia – come le procedure dell`Enel prevedano la colpevolezza presunta dei loro clienti, costretti ad un`inversione dell`onere della prova. Eppure non dovrebbe essere difficile per loro controllare se un pagamento è stato effettuato oppure no, ed interrompere automaticamente le procedure di distacco. Senza contare le condizioni personali di Tombesi ed il fatto, non secondario, che il pagamento era non dovuto“.
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