17 Settembre 2011

Ingiurie al preside Pirruccio deluso “Tanta volgarità”

Ingiurie al preside Pirruccio deluso «Tanta volgarità»
 

A distanza di una settimana dall’ ultima volta, siamo costretti a tornare dal preside Pirruccio per una chiacchierata. Allora l’ argomento della conversazione è ruotato intorno alla lista nera stilata dal Codacons in merito all’ edilizia scolastica. Elenco in cui il liceo "Mazzone" di Roccella non rientra. Oggi, torniamo da lui con una certa urgenza perché, la notizia è trapelata già ieri, è stato destinatario di una lettera poco elegante. Nessuna minaccia contro l’ incolumità della persona, ma «tanta volgarità». Raggiunto al telefono nel pomeriggio, Vito Pirruccio ha la voce triste: «Mi dispiace che l’ istituzione scolastica venga delegittimata in questo modo. Impiegando tecniche di scrittura ad alto contenuto scurrile». Pare che la missiva, indirizzata tanto a lui quanto al suo vice, la professoressa Claudine Omnes, regolarmente affrancata e fatta recapitare direttamente a scuola cinque giorni fa, contenga frasi del tipo: «Sei un rincoglionito». E poi: «Vieni tu a cambiare le regole in questa scuola di merda». Così, almeno, lo stesso dirigente sintetizza il senso del testo, battuto al computer. Letto il messaggio, Pirruccio si rivolge al commissariato di Siderno e sporge denuncia contro ignoti. «Lo scopo è che se ne occupi la polizia postale perché la lettera dice che il messaggio è apparso anche su Facebook, il tre settembre scorso, ma non precisa dove, su quale pagina, su quale bacheca» – afferma. Forse, ma saranno gli esperti a valutarlo, ci sarebbero gli estremi per una perizia calligrafica, visto che «l’ indirizzo è scritto a mano» – racconta ancora il preside. Fin qui la ricostruzione del fatto. Le domande sono due: chi e perché? Sulla prima, il professor Vito non ha alcuna idea. «Non saprei proprio dire chi possa essere stato». Sulla seconda, alcune idee, invece, ce l’ ha. Seconda il suo ragionamento, il motivo di tanta scortesia affonda nei metodi messi a punto per espletare il sorteggio degli alunni nelle classi – operazione, di badi, pubblica, fatta di fronte a genitori a figli – e affonda, anche, nella decisione di limitare i passaggi degli allievi da una classe all’ altra. «Abbiamo effettuato il sorteggio a fasce, in base al voto di diploma della media inferiore. Così da scongiurare la possibilità di avere i più bravi tutti da una parte e i meno bravi dall’ altra. I ragazzi sono stati spalmati in quattro sezioni, costituendo aule eterogenee». Sui passaggi: «Non è possibile che si vada da una classe all’ altra perché l’ insegnate non piace. È una prova di crescita misurarsi con le persone con cui non si va sempre d’ accordo». Il parere di Pirruccio è che questi criteri non sono andati giù a qualcuno. «Perché sono metodi imparziali e non tutti sono d’ accordo. Qualcuno, forse, vorrebbe mettere mano ai sorteggi e ai passaggi, pilotarli, in modo da accomodare amicizie. Ma non mi sembra una bella cosa». È un uomo amareggiato, che percepisce la calata imboccata dalla figura dell’ insegnate, il decadimento del suo prestigio sociale. «Prima era un punto di riferimento, adesso non lo è più. Ed è un male». Intanto, l’ istituto fa gruppo intorno al suo capo e per lunedì è indetto un Consiglio straordinario per esprimere piena solidarietà al preside.

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