1 Settembre 2020

Ingenui e truffati, 13 milioni di italiani ricorrono ai maghi

IL FENOMENO Gigi Di Fiore Creduloni, ingenui, truffati. Chiamateli come volete, ma secondo il Codacons in Italia sono non meno di 13 milioni. Sono l’ esercito che chiede aiuto a maghi e santoni, che ha problemi d’ amore, malattie gravi, vuoti da riempire. Nei casi migliori, si rivolge a singole fattucchiere che leggono le carte, preparano filtri e pozioni. In quelli peggiori, entrano in vere e proprie sette con tanto di guru dalla mistica ispirazione religiosa, che promette miracoli. Un fenomeno, quest’ ultimo, con 76 movimenti pseudo religiosi individuati per 78.500 affiliati da unire ad altri 61 movimenti di ispirazione magica con 4.699 affiliati. Un mondo che riesce a fatturare, secondo calcoli approssimativi, qualcosa come 8 miliardi di euro all’ anno. Non male. I MAGHI Il mago Candino, al secolo Renzo Martini, con due familiari riceveva clienti a Castelgerundo in provincia di Cremona per togliere il malocchio con esorcismi speciali. Lo faceva anche sulle tv locali e i network dove era diventato una star. Gli hanno sequestrato 3,6 milioni di euro. Otto persone, tra Capo d’ Orlando e Patti in Sicilia, erano diventati una vera e propria associazione di cartomanti che favoleggiavano di poteri occulti. Un ex cliente li ha denunciati, dopo aver speso per i loro servigi decine di migliaia di euro. «Lavori» e «invocazioni» erano dal gruppo definiti gli interventi magici. Le intercettazioni ambientali disposte dai pm di Patti sono indicative di un mondo: «Sei stato fatturato, solo io che sono sensitiva me ne accorgo…Una brutta situazione, con una donna che ti ha fatto qualcosa da togliere subito, senza tempo da perdere. Va purificata la tua casa, ma il materiale esoterico costa…». «Negatività» e «malefici» da togliere con collanine, pietre vulcaniche, braccialetti. La «parcella» richiesta era minimo di 10mila euro, ma due vittime hanno consegnato ai maghi fino a 70mila euro. Il commento delle fattucchiera sui clienti insolventi era feroce: «Uno mi ha detto se lei non mi aiuta mi ammazzo, gli ho risposto che per me si poteva anche ammazzare, con la corda o sotto il treno, se non mi dava i soldi che mi spettano». I cosiddetti operatori dell’ occulto, che spesso utilizzano tv locali e numeri telefonici, sono diffusi al 42 per cento al nord, 30 per cento al centro e 28 per cento al sud. Secondo un rapporto dell’ Osservatorio antiplagio, le meno colpite sarebbero regioni come la Basilicata, il Molise, la Valle d’ Aosta con record di maghi invece in Lombardia dove sarebbero stati attivi 2800 operatori telefonici per 200mila clienti e volume d’ affari di 80 milioni all’ anno. Al secondo posto il Lazio, poi la Sicilia e la Campania con 2000 operatori telefonici, 145mila clienti e affari per 70 milioni all’ anno. Subito dopo, il Piemonte con 1400 operatori telefonici, 90mila clienti e 45 milioni di guadagno. C’ è anche chi impazzava su Internet, come «mago Serghio», cartomante piacentino specializzato in «lavoro e problemi esistenziali». Finì latitante alle Baleari, dove lo arrestarono. L’ IDENTIKIT Il Codacons ha calcolato almeno 160mila operatori dell’ occulto, che riescono ad avere 30mila consulti al giorno. Le «parcelle» partono da poche decine di euro per farsi leggere le carte a migliaia di euro per «interventi anti malocchio». L’ età media dei clienti andrebbe tra i 30 e i 55 anni. Un 55enne guru palermitano operava in Romagna e, in cambio di amuleti, incassava 30 euro per sedute di 30 minuti. Fece scalpore il caso di due donne, madre e figlia, finite con il genero sotto inchiesta a Eboli, denunciati da vittime che non avevano visto risultati dai talismani pagati contro le loro malattie. Venne scoperto un tariffario completo dei tre, che variava per filtri d’ amore, letture del futuro, consigli, sedute esoteriche. Partiva dai 10 euro e arrivava anche a 5mila euro. LE SETTE Il fenomeno è più complesso, perché arriva al plagio, coinvolge minori che si distaccano dalle famiglie e spesso subiscono violenze sessuali. Dal 2006, la Direzione centrale della polizia ha creato il Sas, la squadra anti sette, dove si sono avvicendati finora sei dirigenti. La squadra è affiancata dal servizio Antisette della Comunità Papa Giovanni XXIII, coordinato dal sacerdote esorcista don Aldo Buonaiuto. «Ci telefonano in media 15 persone al giorno, 5mila all’ anno, sono in aumento le psicosette che ricorrono a forme di manipolazione mentale» ha spiegato don Aldo. Oltre al Codacons e all’ Associazione consumatori, in Italia sono attive diverse associazioni contro il fenomeno dei maghi e delle sette. Come la Favis a Rimini, fondata nel 1999, o il Centro studi abusi psicologici (Cesap). Le percentuali di richieste di aiuto alla Sas, sono per il 39 per cento nel nord, 32 per cento nel centro e 29 per cento al sud. Un fenomeno su cui un anno fa è stata presentata una proposta di legge, dive si legge: «Il riconoscimento e il contrasto del fenomeno delle sette sono risultati particolarmente complessi a partire dall’ annosa polemica su una definizione univoca del termine setta e del fenomeno della manipolazione mentale». Ci incappano sempliciotti, ma anche persone di ceti elevati. «Possono finirci persone di ogni ceto sociale, se si trovano in una condizione e in un momento di fragilità e debolezza psicologica» spiegano al Cesap. E i processi non hanno vita facile. Dimostrare gli abusi di professione medica, le violenze, il plagio non è sempre agevole. E i maghi e le sette prosperano, nonostante l’ ammonimento di papa Francesco nel dicembre scorso: «La magia non è cristiana, quanti di voi vanno a farsi i tarocchi e vanno a farsi leggere le mani dalle indovine? Il vero cristiano si affida al Signore e prega». © RIPRODUZIONE RISERVATA.

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