1 Febbraio 2020

Ingegnere aquilano sotto processo a Lecce

INQUINAMENTO Lavori in zone agricole di notevole interesse pubblico realizzati in assenza di autorizzazioni o in violazione di alcune prescrizioni ministeriali; espianto di ulivi in periodi diversi da quelli previsti; contaminazione della falda con sostanze pericolose, tra cui nichel, manganese, arsenico, azoto nitroso e, soprattutto, cromo esavalente, potente cancerogeno. Sono queste alcune delle accuse da cui dovranno difendersi le 19 persone, tra cui un ingegnere dell’ Aquila, finite sotto processo a Lecce. Si tratta dell’ inchiesta sul gasdotto Tap che ha visto accorpare i due filoni relativi ai presunti abusi negli espianti di ulivi e all’ inquinamento delle acque sotterranee. Tra gli imputati (di società appaltatrici e subappaltatrici dell’ imponente opera) figura anche l’ aquilano Marco Paoluzzi, nella veste di direttore dei lavori. È il cuore dell’ inchiestasul gasdotto che dall’ Azerbaijanarriva fino inPuglia. Tra le parti offese, Alfredo Fasiello, presidente del Comitato No Tap (foto) Salento; gli otto sindaci che hanno firmato vari esposti, cioè quelli di Melendugno, Vernole, Castrì di Lecce, Calimera, Lizzanello, Martano, Zollino, Corigliano d’ Otranto; il governatore della Regione Michele Emiliano; il Ministero dell’ Ambiente e le associazioni Vas Onlus, Codacons, Italia Nostra. Lo stesso governatore della Regione Puglia, ha annunciato: «Chiederemo a Tap un risarcimento miliardario per danno d’ immagine. Se dovessero essere condannati ci risarciranno miliardi di euro, perché il danno è enorme e il vantaggio è zero per la Puglia perché la procedura di localizzazione della costruzione del gasdotto a Melendugno, oggi viene dichiarata illegittima dalla Procura di Lecce». M. I. © RIPRODUZIONE RISERVATA.

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