Infuria la polemica sull’ ordinanza “pasticcio”
Infuria la polemica in città dopo il “pasticciaccio” dell’ ordinanza di chiusura delle scuole, causa freddo, emanata con un elenco errato dal sindaco Renato Accorinti e poi rettificata con il risultato che ieri alcuni degli istituti, che avrebbero dovuto chiudere i battenti, erano invece regolarmente aperti. Ieri mattina il sindaco ha convocato gli elementi della Giunta coinvolti e fatto il punto della situazione. Sono 38 i plessi dove non si farà lezione per almeno una settimana, facenti capo a 16 istituti. Ieri, invece, ci sono state le lezioni al liceo Archimede, che forse non chiuderà neppure oggi, e al plesso Larderia 1, che ospita la scuola inferiore dell’ istituto di Tremestieri, dove la dirigente ha contraddetto l’ ordinanza, chiudendo invece negli altri plessi. Questo l’ elenco rettificato: Istituto comprensivo S. Margherita (plessi Infanzia di Giampilieri Marina e Infanzia Giampilieri Superiore); La Pira Gentiluomo (plessi Media La Pira 1, Primaria Gentiluomo, Infanzia e Primaria Bisconte); Albino Luciani (plessi Infanzia Sala Smeralda, Infanzia -Primaria -SecondariaGazzi Fondo Fucile); Tremestieri Mazzini Gallo (lezioni sospese alla Media Gallo, alla Primaria e Infanzia Mazzini, tutti in via Natoli). Non chiudono il plesso di via Trento dell’ Infanzia Mazzini e la Primaria Mazzini di via La Farina; Gravitelli, ad eccezione della scuola media Annibale Maria di Francia, dove gli impianti sono funzionanti; Evemero, Villa Lina Ritiro, Boer, Paradiso, Dina e Clarenza, Giovanni XXIII Villaggio Aldisio, Cep Catalfamo e Paradiso. Ieri è stato forte lo scontro tra genitori, Consiglio comunale e sindaco. Tensione anche con i dirigenti, visto che nell’ elenco delle 38 scuole ce ne sono diverse che non hanno bisogno di chiudere battenti. Il numero dei plessi effettivamente off-limits, quindi, potrebbe ridursi. Il sindaco ha rimpallato la responsabilità al dirigente di settore, spiegando che il provvedimento non era stato esteso, come dovuto, per via di uno scarso monitoraggio e comunicazione con i dirigenti. Immediati gli attacchi politici dell’ opposizione. E nella polemica si è inserito anche il il Codacons, che annuncia un esposto alla magistratura, chiedendo di indagare per il reato di interruzione di pubblico servizio. «L’ impossibilità di frequentare gli istituti scolastici a causa delle temperature proibitive delle aule -dice il segretario nazionale, Francesco Tanasi-configura l’ interruzione di un servizio pubblico quale è l’ istruzione. Occorre individuare i responsabili». ALESSANDRA SERIO.
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