4 Settembre 2018

Infrastrutture Lombarde: «I cavalcavia degradati andavano chiusi entro agosto»

MONZA (mls) Per Infrastrutture Lombarde i ponti avrebbero dovuto già essere chiusi al transito entro il 31 agosto. E anche il Codacons è in allerta, e chiede l’ istituzione del divieto di transito per i mezzi pesanti per consentire «ai tecnici di provvedere alle necessarie verifiche sullo stato e sulla sicurezza delle strutture». Ma la Provincia di Monza ribadisce che è già in atto da tempo un costante monitoraggio e non c’ è alcun motivo tecnico, al momento, per interdire il passaggio dei veicoli. I ponti sulla Milano -Meda ri mangono ancora nell’ occhio del ciclone. A sollevare un nuovo campanello d’ allarme è stata una lettera inviata da Infrastrutture Lombarde alla Provincia di Monza il 31 agosto, relativa ai quattro cavalcavia degradati sul tratto monzese della superstrada: il 14, il 12 a Cesano Maderno e quello dello svincolo 26 (l’ altro cavalcavia critico, il 10 a Bovisio Masciago, è già chiuso da tempo). La comunicazione di Infrastrutture (società partecipata al 100% da Regione Lombardia, incaricata di eseguire i lavori di rinforzo dei ponti) cita una relazione tecnica stilata nell’ agosto 2017 secondo cui le condizioni dei ponti erano tali per cui i mezzi con un carico non superiore a 10 tonnellate «potranno transitare per non più di 12 mesi»: ora che è scaduto quel termine, Infrastrutture, sostiene che, non avendo ricevuto sufficienti rassicurazioni sui rischi legati al deterioramento dei ponti, si sarebbe dovuto procedere con la loro chiusura. Dal canto suo la Provincia di Monza getta acqua sul fuoco, so stendendo che si tratta di ingiustificati allarmismi. «Dai dati in nostro possesso al momento non c’ è motivo per chiudere i ponti», è la posizione ribadita dal presidente Roberto Invernizzi. Già dal 2016, subito dopo la presa in carico della Milano -Meda, la Provincia aveva incaricato una società, la Akron, di effettuare monitoraggi. E da allora c’ è massima attenzione sulle strutture della superstrada. La Provincia fa sapere che gli ultimi rilievi sui ponti in questione, messi nero su bianco in una relazione datata 29 agosto, dicono che dalle osservazioni effettuate non è stato rilevato un deterioramento tale da giustifi care ulteriori limitazioni rispetto a quelle già introdotte, o determinare la chiusura al transito dei ponti. Inoltre nei prossimi giorni partiranno le ulteriori verifiche, già previste da tempo nel cronoprogramma dei lavori di monitoraggio, prima del crollo di Genova, con prove di carico. «Solo in base alle risultanze di queste ulteriori indagini – fanno sapere dalla Provincia – verrà deciso se confermare o meno le limitazioni al transito vigenti ed eventualmente prendere nuovi provvedimenti: se ci fossero dubbi sulla sicurezza non si esiterà a chiudere i ponti». Intanto per ieri pomeriggio, mentre il giornale era in stampa, era in programma un incontro tra il presidente della Regione Attilio Fontana e il presidente Invernizzi per fare il punto della situazione. «Nessuna polemica, ma massima collaborazione con la Provincia di Monza e Brianza ha detto alla vigilia del vertice Fontana – E’ stato lanciato un allarme forse un po’ intempestivo, perchè prima di dire che una cosa non funziona sarebbe opportuno accertarlo, ma non c’ e’ alcuna polemica. Al momento abbiamo visto una perizia che diceva che non c’ era nessuna situazione di pericolo, approfondiremo se si è modificato qualcosa da quell’ analisi».

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