14 Marzo 2017

Informatica al Serd Per quattro si va verso l’ archiviazione

Informatica al Serd Per quattro si va verso l’ archiviazione
sono tre medici che firmarono la lettera e il presidente di codacons

La piattaforma utilizzata dal Serd e richieste di denaro intese come una sorta di «percentuale sugli incassi che Ciditech derivanti dai contratti di assistenza» oltre a gare d’ appalto il cui scopo, per l’ accusa, era di «punire» la società chi aveva messo a punto il software di proprietà dell’ Ulss 20 e non aveva pagato: per sei persone tra cui il direttore del Serd Giovanni Serpelloni e tre suoi colleghi (i medici Maurizio Gomma, Oliviero Bosco e Claudia Rimondo) l’ indagine è chiusa, la posizione di altre quattro persone è stata invece stralciata e per loro il pm Paolo Sachar chiederà l’ archiviazione. Si tratta dei tre medici che nel 2013 sottoscrissero la lettera con la quale a Ciditech veniva chiesta la somma di 100mila euro quale riconoscimento di «asseriti diritti intellettuali vantati sul software MFP». Il denaro avrebbe dovuto essere versato all’ Ulss 20 (e la dirigenza nulla sapeva di tale richiesta) e poi alla Caritas. Quella missiva, predisposta su carta non intestata e senza protocollo, venne fatta firmare anche a Umberto Galvan, Mario Cruciani, Stefano Nardi. Furono indotti a farlo, secondo la ricostruzione del pm, perchè non potevano esimersi: a chiederlo era il vertice della struttura nella quale lavoravano. Richiesta di archiviazione anche per il presidente del Codacons, Giuseppe Ursini. Dopo essersi fatto consegnare da Ciditech i codici sorgente (e questa è la seconda concussione contestata a Giovanni Serpelloni e ai due colleghi) il direttore del Ser.D cedette i diritti intellettuali a Codacons. Mentre il software è di proprietà dell’ Ulss. Per il pm il presidente non ebbe ruolo rilevante.F.M.
 

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