20 Ottobre 2004

Influenza, vaccino meno caro

Influenza, vaccino meno caro

Accordo tra il ministro della Salute, produttori, farmacisti e grossisti che hanno accettato una riduzione dei margini di guadagno

Entro la settimana sarà possibile acquistarlo a un prezzo inferiore almeno del 30%
I consumatori: «Battaglia vinta, ma ora scenda anche il costo degli altri farmaci»




Roma. Un paio di giorni e il prezzo del vaccino antinfluenzale scenderà di almeno il 30%, passando così da un costo di 11-15 euro a 7-10 euro, ma potrebbe calare addirittura del 40 per cento, a seconda del prezzo originario. Questo il risultato dell`accordo raggiunto ieri dal ministro della Salute Girolamo Sirchia con i rappresentanti delle aziende farmaceutiche produttrici di vaccini, con i farmacisti e i grossisti che hanno accettato una riduzione dei loro margini di guadagno. Sarà necessario attendere un`ordinanza apposita del ministero e poi i tempi strettamenti tecnici per procedere alla riprezzatura delle confezioni. L`impegno, comunque, è quello di fare in fretta in modo che già entro questa settimana sia possibile acquistare il vaccino al nuovo prezzo ridotto.
«Ho posto con forza la questione di ridurre il prezzo – ha detto il ministro – per offrire a tutti la possibilità di vaccinarsi. Tutte le parti presenti all`incontro hanno concordato sull`opportunità di questa operazione e ringrazio tutti per le rinunce che hanno accettato».
Ma dalla riunione è scaturito anche un altro risultato di non poco conto: l`insediamento di una commissione, presso l`Agenzia del Farmaco, finalizzata a studiare le modalità per inserire, il prossimo anno, il vaccino nella fascia A del prontuario farmaceutico e quindi con un prezzo non più liberamente fissato dalle aziende com`è oggi, ma contrattato, ovviamente al ribasso, con il Servizio sanitario nazionale. E` comunque probabile che ne verrà limitata la gratuità agli anziani e alle stesse categorie che oggi lo ricevono gratis presso le strutture pubbliche o gli ambulatori medici. Si tratta, lo ricordiamo, degli over 65 e delle persone affette da malattie cardiovascolari o diabete.
L`accordo di ieri, invece, riguarda esclusivamente il prezzo di vendita nelle farmacie che, sia pure ribassato, resterà classificato nella fascia C e quindi a totale carico dei cittadini, circa 9 milioni, che non rientrano nelle categorie a rischio. Per quanto riguarda, invece, il prezzo applicato alle Asl, erogatrici appunto dei vaccini gratuiti per le categorie a rischio e che per questo acquistano l`80% delle scorte, non ci saranno variazioni perché c`erano dei contratti che già prevedono uno sconto consistente (il costo è, infatti, di 4 euro a fiala).
La riduzione del prezzo peserà di più sulle farmacie perché hanno già acquistato i vaccini in linea con le direttive impartite dal ministero che consigliava di effettuare la vaccinazione a partire dalla metà di ottobre, mentre per i produttori la perdita sarà più limitata in quanto gran parte della produzione è già stata venduta. «Malgrado la perdita economica – ha spiegato il presidente di Federfarma Giorgio Siri – se il vaccino costa meno, molti più cittadini potranno decidere di vaccinarsi e questo sarà un vantaggio per la collettività sia dal punto di vista della salute che per il minor numero di giornate lavorative perdute».
Quanto alle polemiche sul «caro vaccino» in Italia, dove il prezzo risulta più alto di altri paesi europei, il direttore generale dell`Aifa, l`associazione delle aziende produttrici, Nello Martini, ha rilevato che «il vaccino costa meno perché in realtà lo pagano tutti, mentre da noi l`80% è gratuito».
Soddisfatte le associazioni dei consumatori. «Una battaglia vinta – ha affermato Intesaconsumatori – ma non ci accontentiamo: ora deve calare anche il prezzo per il vaccino a carico del Servizio sanitario nazionale, portandolo a 2,5 euro, e si deve lavorare per ridurre anche i prezzi di tutti gli altri farmaci superiori anche del 30% rispetto agli altri paesi europei». Secondo il presidente del Movimento dei consumatori italiani, Lorenzo Miozzi, un vaccino di 15 euro dovrebbe ora costare 10,50 ed uno di 11 euro scendere a 7,7.
Battagliero il Codacons per il quale i cittadini che hanno comprato il vaccino antinfluenzale a un prezzo più alto, ora hanno diritto al rimborso della differenza. «La diminuzione del prezzo- sostiene Carlo Rienzi – è la dimostrazione del taglieggiamento a cui sono stati sottoposti finora i consumatori italiani: su un milione di vaccini venduti i profitti indebiti ammontano a 9,9 milioni di euro che salgono a quasi 50 milioni se le dosi vendute fossero state 5 milioni».






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