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26 Ottobre 2012

INFLUENZA, VACCINI: IL CODACONS STUDIA LA PRIMA CAUSA RISARCITORIA IN FAVORE DI UNA COPPIA CHE HA UTILIZZATO I VACCINI DELLA NOVARTIS VIETATI DAL MINISTERO

INFLUENZA, VACCINI: IL CODACONS STUDIA LA PRIMA CAUSA RISARCITORIA IN FAVORE DI UNA COPPIA CHE HA UTILIZZATO I VACCINI DELLA NOVARTIS VIETATI DAL MINISTERO

CHI SI E’ SOTTOPOSTO AI VACCINI COINVOLTI NEI RITIRI PUO’ CONTATTARE IL CODACONS PER CHIEDERE I DANNI IN RELAZIONE AD EVENTUALI RISCHI CORSI E ALLA PAURA

Potrebbe partire a breve la prima causa risarcitoria per danni da vaccini ritirati. Ne da notizia il Codacons, che sta assistendo due coniugi i quali hanno subito la somministrazione di uno dei vaccini bloccati da Ministero e Aifa.
In data 23 ottobre – denuncia la coppia, residente a Rozzano (MI) – sono state acquistate in una farmacia del paese due dosi di vaccino antinfluenzale AGRIPPAL prodotte dalla Novartis; un’ora dopo il medico di famiglia provvedeva ad iniettare loro il prodotto. Il giorno seguente la coppia apprende dalla televisione del blocco imposto dal Ministero della Salute e dall’Aifa proprio al vaccino da loro acquistato e utilizzato. Facile immaginare la paura e lo stato d’ansia causato dalla notizia, e il timore di possibili ripercussioni sul piano della salute.
I due coniugi hanno deciso quindi di rivolgersi al Codacons, al fine di ottenere tutela e assistenza legale.
“Proprio in queste ore stiamo studiando la prima causa risarcitoria per danni da vaccini ritirati, nei confronti dell’azienda farmaceutica e di chi verrà ritenuto responsabile di errori e omissioni – spiega il presidente Carlo Rienzi – Indipendentemente da risvolti di tipo sanitario, appare palese come i due consumatori abbiano subito un danno, rappresentato dallo stato di paura, ansia e stress generato dall’aver utilizzato un prodotto vietato dal Ministero perché potenzialmente pericoloso, e che potrebbe avere fastidiosi effetti collaterali”.
“Abbiamo deciso dunque di offrire assistenza legale alla coppia, ed invitiamo tutti coloro che si trovino nelle medesime condizioni, a prendere contatto con la nostra associazione, al fine di intraprendere analoghe iniziative di tutela” – conclude Rienzi.

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