28 Ottobre 2010

Influenza stagionale: allarmismo sul vaccino, serve informazione

“Una campagna martellante, condita con inutili allarmismi, che finisce per portare vantaggi e profitti solo alla case farmaceutiche”.  Dopo il caso della pandemia influenza dello scorso inverno, c’era da attendersi che quest’anno sarebbero arrivate le polemiche sulle campagne vaccinali contro l’influenza stagionale. Ed eccole qua. Elio Lannutti, senatore Idv e presidente dell’associazione di consumatori Adusbef, in una interrogazione parlamentare punta il dito contro il tam tam mediatico: “Nei telegiornali e nei programmi televisivi si intervistano presunti esperti o anche semplici farmacisti che invitano i consumatori a vaccinarsi e pubblicizzano la presenza dei vaccini nelle farmacie”.
Codacons – “Oramai da anni – commenta su parlamentosalute.it il Codacons – tra settembre e ottobre, subiamo un bombardamento mediatico. Ma siamo proprio certi si tratti di notizie neutre? Noi del Codacons non ne siamo convinti e, al contrario, temiamo che dietro vi sia la mano delle case farmaceutiche”. Ben più dura la posizione del Coordinamento del movimento italiano per la libertà delle vaccinazioni (Comilva): “Le vaccinazioni possono essere inefficaci e anche creare seri danni alla salute che sono sistematicamente circondati da un muro di omertà”, dice il presidente Claudio Simion.
Fimmg – Sull’opportunità delle vaccinazioni sono invece concordi i medici di famiglia: soprattutto, ma non solo, per cosiddetti i soggetti a rischio (anziani e i pazienti affetti da patologie croniche, soprattutto cardiache e respiratorie). “Tutti i dati di letteratura medica dimostrano che la diffusione della vaccinazione anti influenzale riduce i ricoveri ospedalieri della popolazione anziana e le riacutizzazioni delle patologie croniche nei soggetti portatori”, spiega Giacomo Milillo, segretario nazionale della Federazione dei medici di famiglia (FIMMG). Anche nei confronti della popolazione ‘sana’, aggiunge, “la somministrazione  del vaccino riduce le giornate di malattia e le assenza dal lavoro”.
Simg- Sulla stessa linea la Simg (Società italiana di medicina generale): assolutamente sì per i soggetti a rischio, e poi “non e` né vietato ne dannoso – spiega il presidente Claudio Cricelli – che un soggetto non compreso nelle categorie vaccinabili col Servizio sanitario valuti col proprio medico l`opportunita` o meno di vaccinarsi”. Va infatti tenuto conto “che questi vaccini non sono a carico del SSN, e che possono contribuire a ridurre la circolazione del virus, le giornate di assenza dal lavoro (quindi meno costi indiretti), il consumo di farmaci (sia a carico del SSN che a carico del cittadino) e le visite mediche”. Tutto questo “a condizione che il vaccino e i virus in circolazione combacino”. E a volte può non essere così. “Il rischio di una incongruenza tra il ceppo vaccinale e il ceppo circolante è reale”, aggiunge Cricelli: “Negli ultimi 10 anni si è verificato nella stagione 2002-2003 quando una modificazione antigenica minore ha fatto sì che la popolazione vaccinata non fosse adeguatamente protetta”. E comunque, conclude, “ogni informazione sulla epidemia stagionale di influenza deve essere equilibrata e contenere solo quelle informazioni che consentano ai cittadini di valutare l’appropriatezza e l’utilità della vaccinazione”.

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