4 Novembre 2009

Influenza A, le vittime sono 18

Il viceministro invita i cittadini a mantenere la calma e a vaccinare solo le categorie a maggiore rischio
 
Ora cresce la psicosi collettiva Ferruccio Fazio: la mortalità è solo all’ 0,1 per mille Ma sono tre milioni gli italiani che si fanno visitare

 

 ROMA L’influenza A ha fatto ieri una nuova vittima: un musicista salernitano di 37 anni, già sottoposto a dialisi. Il bilancio totale delle vittime sale dunque a 18, di cui nove solo in Campania. La vittima, 37 anni, si chiamava Ferdinando Lettieri ed era un musicista di Altavilla Silentina. Il decesso è avvenuto a seguito di una polmonite bilaterale. I test hanno invece escluso il virus A/H1N1 nella morte del bambino di 10 anni deceduto domenica a Roma per una polmonite batterica. Nel bollettino giornaliero del ministero del Welfare è stato comunicato che sono circa 250.000 i casi accertati di nuova influenza in Italia, con una incidenza media di 3,8 casi ogni 1000 abitanti. Nove decessi si sono verificati in Campania, 3 in Emilia Romagna, 3 in Lombardia, uno in Sicilia, Toscana e Umbria. Tutti i soggetti deceduti presentavano patologie preesistenti, tranne uno, mentre per un caso sono in corso gli accertamenti. Il viceministro alla Salute Ferruccio Fazio ha di nuovo tranquillizzato: la mortalità per l’influenza A resta comunque «bassissima», dato che «ci sono molti più morti in altri Paesi: 44 in Francia, 177 in Inghilterra e molti ancora in Spagna». L’incidenza di mortalità resta allo 0,1 per mille – ha sottolineato Fazio – 20 volte inferiore a quella della stagionale. Quanto ai presunti ritardi nelle vaccinazioni anti-H1N1, Fazio ha detto che dal 30 ottobre tutte le Regioni hanno ricevuto in totale «oltre un milione di vaccini». Ma la psicosi aumenta. Sono stati letteralmente presi d’assalto i medici di famiglia: secondo un sondaggio della Fimmg, sono tre milioni gli italiani che ogni giorno si fanno visitare, un milione in più rispetto ai periodi normali. Aumentate del 30 per cento anche le visite domiciliari e quelle a studio e del 40 le telefonate.  Ma Adoc, Adiconsum, Adusbef, Codacons, Federconsumatori, Movimento Consumatori e altre associazioni di consumatori chiedono a Fazio di dimettersi perché, dicono, «responsabile della mancanza di informazioni adeguate e trasparenti sulla diffusione del virus e sulla vaccinazione». «NON È NECESSARIO CITARE IL VIRUS» I bambini possono rientrare a scuola solo quando si è sicuri che non possono più contagiare i compagni. Per questo, secondo Gianni Bona, vicepresidente della Società italiana di pediatria (Sip), «sul certificato di rientro viene indicato che il bambino è esente da malattia». Quindi «non si può dire che il bambino è stato affetto da influenza A», ha sottolineato Bona.

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