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5 Dicembre 2019

Influencer, Codacons replica a UNC: non conoscono la materia, dovrebbero studiare di più

 

Agenpress. L’Unione Nazionale Consumatori dimostra ancora una volta di non conoscere la materia su cui si esprime, e ignora le tante norme nazionali e internazionali introdotte col preciso scopo di tutelare l’immagine e la privacy dei minori.

Lo afferma il Codacons, replicando al comunicato stampa odierno con il quale l’Unc ancora una volta difende a spada tratta gli influencer e soprattutto Chiara Ferragni, con la cui società l’associazione sembra intrattenere rapporti non meglio specificati.

Nel difendere gli influencer e nello specifico Chiara Ferragni, l’Unione Nazionale Consumatori dimostra di non conoscere la normativa di settore – spiega il Codacons – Abbiamo così deciso di offrire una lezione gratuita di diritto a questa associazione così poco attenta agli interessi dei minori, e la informiamo che la tutela della vita privata e dell’immagine dei minori ha trovato cittadinanza nell’ordinamento italiano nell’art. 10 c.c. (concernente la tutela dell’immagine); nel combinato disposto degli artt. 4,7,8 e 145 del D.Lgs. 30.06.2003 n. 196 (riguardanti la tutela della riservatezza dei dati personali) nonché negli artt. 1 e 16 I co. della Convenzione di New York del 20-11-1989, ratificata dall’Italia con legge 27-5-1991 n. 176 (laddove, in particolare, l’art. 16 stabilisce che: “1. Nessun fanciullo sarà oggetto di interferenze arbitrarie nella sua vita privata, nella sua famiglia, nel suo domicilio o nella sua corrispondenza e neppure di affronti illegali al suo onore e alla sua reputazione. 2. Il fanciullo ha diritto alla protezione della legge contro tali interferenze o tali affronti”), sottolineando in modo netto come debba essere necessariamente data preminenza agli interessi e alla dignità del minore.

Anche l’art. 8 delle Regole di Pechino, intitolato “Tutela della vita privata”, prevede che “il diritto del giovane alla vita privata deve essere rispettato a tutti i livelli, per evitare che inutili danni gli siano causati da una pubblicità inutile e denigratoria”.

Consigliamo all’Unione Nazionale Consumatori di studiare di più, e di non utilizzare il Codacons e le sue giuste battaglie per ottenere facile visibilità sui mass media, approfittando della luce riflessa della nostra associazione.

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