23 Settembre 2002

Inflazione,consumatori chiedono incontro con Berlusconi

In seguito ai dati preliminari sull`inflazione di settembre nelle città campione, rilevati oggi da Istat, le associazioni di consumatori chiedono un incontro con il Presidente del consiglio, Silvio Berlusconi.
L`Intesa (Adoc, Federconsumatori, Adusbef e Codacons) ribadisce anche la necessità di alzare il tasso di inflazione programmata per il 2003 al 2%.

Lo si apprende da un comunicato del Codacons, che chiede al governo di rivedere le cifre del Dpef.

“L`Intesa chiede un incontro urgente con Berlusconi. Solo con una severa autocritica il governo potrebbe invertire una tendenza. Aumentare ad almeno il 2% il tasso programmato di inflazione, perchè l`1,4% è una cifra campata in aria alla luce dei dati odierni di Istat“, scrive l`associazione.

L`Istat oggi ha diffuso i dati sul Cpi (NYSE: CPY – notizie) di agosto, relativi a 12 capoluoghi di provincia, e ha fornito un dato sull`inflazione che in media si attesterebbe al 2,6% su anno.

Il prossimo 27 settembre l`istituto di statistica pubblicherà la stima preliminare dell`indice Nic (NASDAQ: EGOV – notizie) .

Anche il centro studi della Confcommercio ha definito la crescita del tasso di inflazione come un ulteriore segnale delle crescenti tensioni che si stanno determinando all`interno del sistema dei prezzi.

“Per fronteggiare la crisi che si prospetta occorrono almeno due cose: spingere la domanda per far ripartire al più presto il mercato interno e individuare, a livello europeo, concrete soluzioni che permettano di attenuare le conseguenze di un possibile shock petrolifero“, si legge nel comunicato della Confcommercio.

Ieri l`associazione indipendente dei consumatori, Aduc, aveva commentato i dati dell`Isae sulla fiducia dei consumatori (da 112,7 di agosto a 111,8), affermando che sono “numeri da leggere con attenzione vista la grave situazione di immobilismo“.

“La tenuta della propensione al risparmio, a fronte di una contrazione della volontà di spesa, significa che le merci e i consumi arretrano e quindi meno offerta, meno concorrenza“, scrive l`Aduc.

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