Inflazione, un’ altra frenata
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fonte:
- Corriere Adriatico
L’ inflazione a marzo frena ancora, fermandosi all’ 1,6%, dimezzata rispetto a soli sei mesi prima. Nel passaggio dall’ autunno alla primavera il carovita ha progressivamente rallentato la sua corsa. Solo a febbraio l’ indice era in crescita dell’ 1,9%. E così, nel giro di mezzo anno, il tasso è tornato ai livelli di settembre 2010. A misurare la temperatura dei listini è l’ Istat, che nei dati definitivi su marzo rivede a ribasso le stime provvisorie di due settimane fa. Un ulteriore prova della discesa in atto. Un raffreddamento dei prezzi, spiega l’ Istituto di statistica, che è frutto della calma piatta scesa sul fronte carburanti, con le quotazioni di benzina (+1,1%) e gasolio (-0,5%) ai minimi dalla fine del 2009. Ancora più forte è stata la decelerazione del cosiddetto carrello della spesa, ovvero l’ insieme dei beni a più alta frequenza d’ acquisto. La lista della spesa quotidiana si mantiene sì ancora più alta rispetto al tasso d’ inflazione complessivo, al 2,0% contro l’ 1,6%, ma lo ‘spread’ tra carovita e carrello risulta molto più basso a confronto con i mesi passati. D’ altra parte solo a settembre la spesa era al 4,7%, più che doppia a paragone con marzo. Se da una parte la discesa dei prezzi rappresenta un sollievo per le tasche degli italiani dall’ altra è un altro sintomo della crisi economica. Alla base della frenata c’ è infatti anche la contrazione dei consumi. I listini si fermano nel tentativo di risvegliare una domanda interna addormentata, anche se il risultato non è scontato e occorre sempre prestare attenzione al rischio deflazione. Le associazioni degli agricoltori sono in allarme, riconducendo il rallentamento dell’ inflazione esclusivamente al crollo dei consumi. Per Coldiretti “il carrello della spesa è meno caro perchè si svuota dei prodotti base”, dalla frutta alla carne. Sulla stessa linea la Cia-Confederazione italiana agricoltori, che lamenta come le famiglie per affrontare le spese obbligate siano costrette a tagliare sulla tavola. Il dimezzamento della crescita dei prezzi non soddisfa anche i consumatori. Secondo il Codacons “resta il fatto che avere un’ inflazione all’ 1,6% significa, comunque, dover sborsare in più, su base annua, 559 euro per una famiglia di tre persone”.
franco limido
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