1 Maggio 2008

Inflazione stabile. Su gli alimentari

Rimane ferma l`inflazione ad aprile, ma continuano a volare i prezzi di alimentari ed energia. Secondo la stima preliminare dell`Istat, su base tendenziale, il carovita si ferma al 3,3% mentre rispetto al mese precedente cresce di un solo 0,1%. Secondo gli analisti dell`Istituto nazionale di statistica, a rallentare il costo della vita è stato in particolare il settore dei servizi (più 3,1%). Al contrario, invece, continuano a crescere i beni alimentari (più 3,5%) – pane, cereali, pasta e latte – e anche i prodotti energetici. I prezzi alti non fanno che proseguire il ristagno dei consumi. L`ufficio studi di Confcommercio commenta così il dato Istat: “Una situazione che – induce le imprese della distribuzione a contenere al massimo gli aumenti per non deprimere ulteriormente il mercato“. Secondo l`organizzazione di Piazza Belli, è comunque, “prematuro parlare di un`inversione di tendenza dell`inflazione alla luce delle dinamiche che si registrano sui mercati internazionali per alimentari ed energia“. Nonostante il carovita non sia aumentato, i consumatori lanciano l`allarme spesa. Secondo il Codacons, infatti, i prezzi al 3,3% determineranno a fine anno una stangata pari ad almeno 1.300 euro a famiglia. “Chiediamo al nuovo esecutivo di mettere subito in campo una serie di provvedimenti atti a contenere i prezzi e le tariffe e salvaguardare i bilanci delle famiglie – afferma il presidente Carlo Rienzi – si tratta di semplici misure che possono essere adottate in tempi stretti e che porterebbero vantaggi immediati ai consumatori di tutta Italia“. Nel dettaglio, l`associazione dei consumatori propone il rafforzamento di Mister Prezzi e la creazione di un Dipartimento ad hoc dedicato ai consumatori, che abbia la possibilità di elevare sanzioni contro le speculazioni e che studi misure concrete contro il caro-vita. La liberalizzazione dei saldi per consentire ai commercianti di scegliere quando scontare la propria merce. Torna in auge il triplo prezzo sull`ortofrutta (origine, ingrosso e dettaglio) così da limitare i ricarichi dal campo alla tavola. Anche Adusbef e Federconsumatori chiedono al governo di intervenire, perché, a conti fatti, si rischia per il 2008 una caduta del potere d`acquisto di 1.740 euro. L`appello al nuovo governo è di focalizzare la propria attenzione e la propria attività su strategie che risollevino le sorti del Paese, restituendo finalmente, anche attraverso misure fiscali, un adeguato potere di acquisto alle famiglie italiane ed operando per modernizzare sempre di più e meglio i servizi per i cittadini. Anche la Cia esprime “preoccupazione“ e sollecita strumenti idonei per ridurre il forte divario dal campo alla tavola e per rendere chiara la tracciabilità del prezzo. Anche per gli agricoltori della Cia, quella del doppio prezzo potrebbe rappresentare un “deterrente per evitare aumenti ingiustificati che alimentano soltanto il trend inflazionistico e causano pesanti ripercussioni per la spesa degli italiani“. Infine il dato dell`Eurozona. Anche qui il carovita torna a scendere fermandosi al 3,3%, dal 3,6%. Sebbene anche la stima di Eurostat sia ? come quella dell`Istat, preliminare – si tratta di un`inversione di tendenza dopo mesi di aumenti.

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